La filiera europea del riciclo genera 222 miliardi di euro di valore aggiunto e sostiene oltre 3 milioni di posti di lavoro. Ma, per trasformare il po...
Dalle isole minori ai siti culturali, fino ai luoghi attraversati ogni giorno da migliaia di persone: la qualità della raccolta dipende anche da come il servizio viene organizzato e comunicato. A Rimini un confronto sullo strumento delle Linee Guida e sulle soluzioni per rendere più efficace la gestione dei rifiuti in ambienti diversi, con novità in arrivo per due contesti ad alta complessità.
Rimini, novembre 2026 – Una raccolta differenziata efficace non si costruisce soltanto scegliendo dove collocare i contenitori: servono un servizio progettato sulle caratteristiche del territorio, una gestione adeguata dei flussi di rifiuti e una comunicazione capace di raggiungere chi vive, lavora o visita quel luogo. È da questa consapevolezza che parte il confronto promosso da CONAI a Ecomondo, dedicato alle Linee Guida e alle modalità con cui adattare la raccolta differenziata a contesti diversi, dai territori con specifiche criticità logistiche ai luoghi ad alta frequentazione.
L’appuntamento è alle 16:00 del 5 novembre nell’Agorà dello stand CONAI.
Un’isola minore deve fare i conti con la movimentazione dei rifiuti verso la terraferma; un sito culturale deve integrare la tutela del patrimonio con l’esperienza dei visitatori; un campus universitario deve organizzare la raccolta in spazi e momenti d’uso differenti. Contesti diversi richiedono quindi analisi, strumenti e soluzioni coerenti con le rispettive caratteristiche. Lo stesso principio è rilevante quando si ragiona sulle infrastrutture e sui luoghi di transito, dove la varietà degli utenti e la rapidità dei flussi rendono particolarmente importante fornire indicazioni chiare e accessibili.
«La raccolta differenziata è una componente essenziale dell’economia circolare, ma per produrre risultati deve essere sostenuta da un sistema capace di funzionare nella realtà» dichiara Fabio Costarella, vicedirettore generale di CONAI. «Non esiste una soluzione valida in ogni contesto: occorre mettere in relazione organizzazione del servizio, caratteristiche dei territori e comportamenti delle persone. Le Linee Guida sono uno strumento che va in questa direzione: contribuire a trasformare gli obiettivi di circolarità in scelte concrete, capaci di migliorare la qualità della raccolta e valorizzare il lavoro delle filiere. A Rimini parliamo anche delle novità in arrivo concentrandoci su due tipologie di luoghi ad alta affluenza e complessità: gli aeroporti, partendo dall’imminente collaborazione con Aeroporti di Roma, e i porti».
Dall’analisi del contesto alle soluzioni operative
La progettazione parte dalla conoscenza del luogo: quali rifiuti vengono prodotti, chi frequenta gli spazi, quali sono i punti critici, come si organizza il servizio e quali vincoli logistici devono essere affrontati. Da qui si possono individuare le dotazioni necessarie, definire le modalità di raccolta e coinvolgere i soggetti responsabili della gestione.
È l’approccio alla base anche del lavoro sviluppato da CONAI sui contesti con caratteristiche specifiche.
Le esperienze avviate a Panarea e nell’area degli Scavi archeologici di Pompei e del Parco nazionale del Vesuvio hanno contribuito al percorso di elaborazione delle Linee Guida dedicate ai siti UNESCO italiani. Altri strumenti sono stati sviluppati per le università, in collaborazione con il gruppo di lavoro Risorse e Rifiuti della RUS – Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile, e per le piccole isole, dove la logistica e il trasferimento dei rifiuti rappresentano aspetti centrali.
Entro fine 2026 sarà resa operativa la partnership di CONAI con Aeroporti di Roma per una prima analisi sulle necessità delle sedi aeroportuali. E il percorso proseguirà con una ricognizione dedicata ai porti, realtà attraversate da flussi intensi di persone e attività e caratterizzate da articolate dinamiche organizzative.
«Lavorare con i territori significa partire dai problemi reali, senza applicare uno schema predefinito» sottolinea Luca Piatto, direttore rapporti territoriali di CONAI. «Bisogna capire come viene utilizzato uno spazio, quali flussi lo attraversano, dove si concentrano le difficoltà e quali soluzioni sono sostenibili anche sul piano organizzativo. Da questa analisi si può costruire un progetto che tenga insieme raccolta, attrezzature, ruoli, informazione agli utenti e verifica dei risultati. È così che le indicazioni generali possono diventare strumenti utili per chi deve gestire il servizio ogni giorno».
La presenza di contenitori e infrastrutture adeguate, da sola, non garantisce una raccolta corretta. Le persone devono sapere dove conferire i rifiuti, quali regole seguire e come comportarsi anche quando si trovano in un luogo che non conoscono. Per questo la comunicazione ambientale va progettata insieme al servizio: può utilizzare segnaletica, mappe, materiali informativi, strumenti digitali e iniziative rivolte a pubblici diversi, scegliendo di volta in volta i canali più adatti.
Il confronto a Ecomondo è quindi anche un’occasione per approfondire il ruolo della collaborazione tra CONAI, amministrazioni, gestori e soggetti responsabili dei diversi contesti. L’obiettivo è favorire soluzioni calibrate sulle caratteristiche dei luoghi, rendere più semplice il corretto conferimento e contribuire a migliorare la qualità della raccolta differenziata, con benefici per i territori e per l’intera filiera del riciclo.
