IMPRESE
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La modulazione del Contributo ambientale CONAI costituisce uno strumento strutturale volto a incentivare la prevenzione nella produzione di rifiuti da imballaggio, nonché a promuovere livelli sempre più elevati di riutilizzabilità e riciclabilità degli imballaggi stessi. Già dal 2012 sono state introdotte alcune agevolazioni per gli imballaggi riutilizzabili impiegati all’interno di circuiti controllati e particolarmente virtuosi dal punto di vista ambientale. Nel 2016 il Consiglio di amministrazione di CONAI ha approvato il progetto di diversificazione contributiva che è entrato in vigore – dal 2018 – per la filiera della plastica e – dal 2019 – per quella della carta.
Conai ha scelto di avviare la diversificazione del contributo ambientale a partire dal materiale più complesso – la plastica – per la varietà delle tipologie e per le tecnologie di selezione e di riciclo. La finalità è di incentivare l’uso di imballaggi maggiormente riciclabili, collegando il livello contributivo all’impatto ambientale delle fasi di fine vita/nuova vita.
Nel 2025 la struttura generale del sistema è rimasta invariata, confermando le nove fasce contributive in vigore dal 2023, con valori sempre più legati ai costi necessari per avviare a riciclo le tipologie di imballaggi inclusi in ciascuna fascia. Nonostante i prezzi medi delle aste abbiano avuto un effetto positivo sui ricavi, l’aumento imprevedibile dei volumi di rifiuti gestiti da Corepla in tutto il 2024 ha reso necessaria una rimodulazione del contributo ambientale per gli imballaggi in plastica, come espressione del deficit di catena (saldo tra costi ed eventuali ricavi da cessione a riciclo).
Pertanto, a partire dal 1° luglio 2025, il CAC è passato:
Nei primi cinque mesi del 2025, i valori delle aste di tali flussi a riciclo sono stati superiori alle aspettative. Il deficit di catena (influenzato dal valore delle aste), quindi, è risultato inferiore al CAC in vigore. Ciò ha permesso di ridurre il contributo ambientale per gli imballaggi di fascia B1.2 (bottiglie, barattoli, flaconi e vasetti in PET trasparenti) per il semestre luglio-dicembre 2025, in modo da allinearlo al deficit di catena previsto per la seconda parte dell’anno. Dal 1° gennaio 2026 tornerà a 228 €/t. È in ogni caso previsto un monitoraggio trimestrale, così da valutare eventuali ulteriori interventi correttivi sul Contributo del 2026. Dal 1° gennaio 2026 entrano in vigore gli aggiornamenti delle liste degli imballaggi in plastica: alcune tipologie di imballaggi vengono ricollocate in fasce più agevolate, mentre viene precisato che gli imballaggi e gli accessori in PVC, così come gli imballaggi contenenti carbon black che ostacolano la selezione e il riciclo, devono essere classificati in fascia C. Per ulteriori informazioni e approfondimenti, si rimanda ai comunicati stampa, alle liste degli imballaggi in plastica e alla pagina con la cronistoria degli anni precedenti relativa al tema.
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Per tutti gli approfondimenti consultare la Guida al Contributo Ambientale 2026 con gli adempimenti, le procedure, gli schemi esemplificativi e la modulistica di riferimento.
È possibile consultare anche un documento di sintesi (Abstract) della Guida: Guida al Contributo Ambientale 2026 - Abstract