Sport e ambiente sono realtà profondamente connesse, capaci di influenzarsi positivamente, così come dichiarato all’interno dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile “Anche lo sport è un attore importante per lo sviluppo sostenibile. Riconosciamo il crescente contributo dello sport per la realizzazione dello sviluppo e della pace attraverso la promozione di tolleranza e rispetto e attraverso i contributi per l’emancipazione delle donne e dei giovani, degli individui e delle comunità, così come per gli obiettivi in materia di inclusione sociale, educazione e sanità.”
Se da un lato lo sport educa al rispetto delle regole, alla disciplina, alla responsabilità personale, dall’altro l’ambiente ci insegna il valore dell’equilibrio, della cura, della bellezza naturale. Unendo questi due ambiti, si costruisce un messaggio potente: prendersi cura del corpo e della natura è un unico gesto di responsabilità verso sé stessi e verso le generazioni future.
In questo contesto, nel 2026 è stato siglato un Protocollo d’Intesa con il Comitato Olimpico Nazionale Italiano – CONI con l’obiettivo di integrare in modo strutturale la cultura del recupero e del riciclo degli imballaggi nel sistema sportivo nazionale. Un impegno condiviso che accompagnerà il movimento sportivo italiano fino al 31 dicembre 2028, in coincidenza con la conclusione del quadriennio olimpico in corso.
Inoltre, in occasione di Casa Italia 2026, CONAI ha coinvolto giovani atleti all’interno di varie attività di sensibilizzazione, quali per esempio la campagna che ha raccontato il Progetto Arte Circolare all’interno della mostra MUSA, una giornata dedicata ai bambini con il progetto Riciclo di Classe e la firma del Protocollo d’Intesa.