Domande Frequenti (FAQ)

Che cos'è l'Accordo Quadro ANCI-CONAI?

L’Accordo Quadro ANCI CONAI è un accordo nazionale sottoscritto da ANCI – Associazione Nazionale dei Comuni Italiani – e CONAI – il Consorzio Nazionale Imballaggi dei produttori e degli utilizzatori di imballaggi.
L’Accordo costituisce lo strumento con cui CONAI garantisce la copertura dei maggiori oneri per la raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggi e si traduce nella possibilità, per ciascun Comune italiano, di sottoscrivere una convenzione per ciascuna tipologia merceologica di imballaggio – convenzione da sottoscrivere con il relativo Consorzio di Filiera.
L’Accordo Quadro è infatti costituito, oltre che da una Parte Generale che contiene i principi generali dell’Accordo, da sei allegati tecnici, uno per ogni materiale, che disciplinano le relative convenzioni.
La sottoscrizione della convenzione impegna il Comune alla raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio oggetto della convenzione e al conferimento degli stessi al Consorzio di Filiera, secondo le modalità previste dall’allegato tecnico di riferimento.
Parallelamente il Comune ha la garanzia dell’avvio a riciclo del materiale conferito e del riconoscimento di un corrispettivo economico funzione della quantità e della qualità del materiale conferito. Sono inoltre previsti, diversamente articolati per ciascun materiale, corrispettivi ausiliari per eventuali prestazioni aggiuntive effettuate dal convenzionato, quali la riduzione volumetrica, il trasporto, ecc.

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Quando è entrato in vigore il vigente accordo quadro? Quando scadrà?

Il nuovo Accordo Quadro è stato siglato il 1 aprile 2014 e ha validità sino al 31 marzo 2019.

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Dove sono descritte le modalità di funzionamento e le procedure che caratterizzano le convenzioni con i Consorzi di Filiera?

Le modalità di funzionamento e le procedure che caratterizzano le convenzioni sono riportate innanzitutto nei relativi Allegati Tecnici all’Accordo Quadro (c’è un allegato tecnico per ciascun materiale). I dettagli operativi sono riportati nelle Condizioni Generali a ciascuna convenzione, che vengono fornite dai Consorzi di Filiera a seguito della richiesta di convenzionamento da parte del Comune. Alcuni Consorzi di Filiera – CiAl, Comieco, Corepla – hanno specifici documenti che disciplinano la verifica della qualità del materiale conferito.

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Esistono organismi che controllano e monitorano il funzionamento dell’Accordo Quadro e delle relative convenzioni?

Sì. Esistono due Comitati, entrambi costituiti in modo paritetico da rappresentanti di ANCI e da rappresentanti di CONAI.
Il Comitato di Coordinamento è l’organo politico che, oltre a garantire il funzionamento delle convenzioni, promuove, attua e coordina le iniziative funzionali al continuo miglioramento della gestione dei rifiuti di imballaggio.
Il Comitato di Verifica è l’organo tecnico che riceve le segnalazioni dei convenzionati e verifica la corretta applicazione di quanto previsto dagli allegati tecnici e dalle Condizioni Generali, deliberando le opportune decisioni onde ripristinare l’eventuale mancato rispetto delle condizioni previste.

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A chi è possibile notificare eventuali contestazioni in merito all’applicazione delle convenzioni?

Al Comitato di Verifica Anci Conai, l’organo tecnico che verifica la corretta applicazione di quanto previsto dagli allegati tecnici e dalle Condizioni Generali. È possibile scrivere alla segreteria del Comitato di Verifica, presso la sede CONAI di Milano (Via Pompeo Litta, 5 – 20122 Milano).

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Il Comune è l’unico soggetto che può accedere alle convenzioni disciplinate dagli allegati tecnici all’Accordo Quadro- Conai?

Il Comune è il soggetto cui, a livello di principio, sono destinate le convenzioni e i corrispettivi per il materiale conferito ai Consorzi di filiera. È, tuttavia, possibile che il Comune conferisca delega ad un soggetto terzo – un’aggregazione giuridica di Comuni cui appartiene, il gestore del servizio di raccolta, l’impianto che opera la lavorazione del materiale – che di conseguenza è autorizzato a sottoscrivere la convenzione in nome e per conto del Comune incassandone i corrispettivi per il materiale raccolto entro il territorio comunale.

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Esiste un modello di delega predefinito?

Sì, esiste un modello di delega che viene fornito dai Consorzi di Filiera a seguito della richiesta di convenzionamento.

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Cosa si deve fare per stipulare una convenzione?

Per sottoscrivere la Convenzione è necessario contattare i singoli Consorzi di Filiera. Di seguito i riferimenti:
 RICREA - Consorzio Nazionale Riciclo e Recupero Imballaggio in Acciaio, Via Pirelli, 27 - 20124 Milano; tel. 02/66712717; sito internet: www.consorzioricrea.org;
 CIAL - Consorzio Imballaggi Alluminio, Via P.Litta, 5 - 20122 Milano; tel. 02/540291; sito internet: www.cial.it;
 COMIECO - Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica, via P.Litta 5 - 20122 Milano; tel.- 02/550241; sito internet: www.comieco.org;
 RILEGNO - Consorzio nazionale per il recupero e il riciclaggio degli imballaggi in legno, via Aurelio Saffi, 83- 47042 Cesenatico (FO); tel. 0547/672946; sito internet: www.rilegno.org;
 COREPLA - Consorzio nazionale per il recupero degli imballaggi in plastica, via del Vecchio Politecnico, 3 - 20121 Milano; tel. 02/760541; sito internet: www.corepla.it;
 COREVE - Consorzio Recupero Vetro, via Sardegna, 19 - 20146 Milano, tel. 02/48012961, sito internet: www.coreve.it.

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Quale percorso si deve intraprendere per sottoscrivere la convenzione con CONAI? C'è un ufficio o referente specifico?

Le convenzioni di cui all’Accordo Quadro ANCI CONAI non vengono sottoscritte con CONAI, bensì con i Consorzi di Filiera. Per accedere alle singole convenzioni è quindi sufficiente contattare i relativi Consorzi chiedendo la documentazione necessaria.

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In quale modo l'Accordo Quadro Anci - Conai garantisce alle amministrazioni comunali un ritorno economico?

L’accordo quadro attraverso la sottoscrizione delle convenzioni con i consorzi di filiera di cui agli allegati tecnici, garantiscono il riconoscimento di un corrispettivo determinato in funzione della quantità e della qualità dei rifiuti di imballaggio conferiti. Tali corrispettivi vengono fatturati dal soggetto convenzionato. In caso di delega quindi sarà il soggetto delegato, non il Comune, a incassare i corrispettivi. Nel caso, quindi, in cui un Comune scelga di rilasciare la delega ad un soggetto terzo per la sottoscrizione delle convenzioni, deve essere consapevole che è il soggetto terzo ad incassare i corrispettivi, proprio in virtù di tale delega. Il Comune può mettere in atto quanto ritiene necessario per verificare periodicamente l’ammontare dei corrispettivi incassati dal soggetto delegato, tenendone conto, poi, nelle relazioni contrattuali con lo stesso.

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Sono previsti degli adeguamenti nel tempo per i corrispettivi riconosciuti nell'ambito delle convenzioni di cui all'Accordo Quadro Anci - Conai?

Annualmente viene inviata a tutti i soggetti interessati, Comuni, soggetti convenzionati, L'Accordo Quadro Anci - Conai prevede che i corrispettivi riconosciuti dai Consorzi di Filiera ai soggetti convenzionati vengano adeguati annualmente. In particolare, il nuovo Accordo Quadro prevede che i corrispettivi indicati in ognuno dei sei Allegati Tecnici vengano rivalutati di anno in anno in una misura pari al 95% dell’indice di inflazione annuale (indice NIC) relativo all’anno solare precedente.

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In quale modo vengono comunicati ai soggetti interessati le variazioni dei corrispettivi?

Annualmente viene inviata a tutti i soggetti interessati, Comuni, soggetti convenzionati, Federambiente e FISE, una comunicazione riportante sia i corrispettivi adeguati sia le modalità con cui procedere all’eventuale conguaglio (l’adeguamento avviene, infatti, nei primi mesi dell’anno solare di riferimento).

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Qualora il Comune avesse affidato il servizio di gestione della raccolta differenziata ad un'azienda privata e volesse fare convenzionare tale azienda, è necessaria delega formale?

Sì. Nel caso descritto il Comune deve rilasciare una delega formale all'azienda incaricata del servizio. Il modello di delega viene fornito dai Consorzi di Filiera nell’ambito della documentazione propedeutica al convenzionamento.

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Qualora il Comune avesse affidato il servizio un'azienda privata, individuata con gara, può firmare direttamente la convenzione?

Sì. l’’amministrazione comunale è sempre e comunque titolata a sottoscrivere direttamente le convenzioni con i Consorzi di Filiera e, quindi, gestire direttamente le operazioni di conteggio dei quantitativi conferiti e di fatturazione ai Consorzi. In questo caso il Comune deve tenere in considerazione che l’accesso diretto alla convenzione comporta impegni amministrativi e pratici. Si consideri ad esempio che alcuni Consorzi prevedono carichi minimi per il ritiro del materiale e che il Comune deve essere in grado di raccogliere tali quantitativi entro periodi congrui, onde evitare di sottoscrivere una convenzione di fatto inoperosa.

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Dove vengono conferiti i rifiuti di imballaggio al Consorzio di Filiera?

Ogni Consorzio di Filiera gestisce i materiali con modalità operative proprie, necessariamente differenti in considerazione delle peculiarità del materiale e della successiva fase di avvio a riciclo, che si ripercuotono anche nell’individuazione del luogo fisico – piattaforma - dove conferire il materiale raccolto. In linea generale comunque la piattaforma di riferimento viene condivisa tra le parti, ovverosia tra il Consorzio di Filiera e il convenzionato.

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I Consorzi di Filiera riconoscono il corrispettivo su tutto il materiale conferito?

I Consorzi di Filiera riconoscono il corrispettivo sui rifiuti di imballaggio. Le frazioni merceologiche similari non maturano corrispettivo (nel caso dei rifiuti in carta e cartone è previsto un riconoscimento economico da parte della cartiera di destinazione). In qualche caso (Corepla, Coreve) le frazioni merceologiche similari costituiscono frazione estranea.

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Dove è possibile recuperare l’elenco delle “Piattaforme CONAI”?

Non esistono “piattaforme CONAI”. Le piattaforme di riferimento non sono di proprietà né dei Consorzi di Filiera, né tantomeno di CONAI. Si tratta di impianti privati o pubblici o, talvolta misti, con cui i Consorzi di Filiera o gli stessi convenzionati (dipende dalle modalità gestionali di ogni singolo Consorzio di Filiera) sottoscrivono un rapporto contrattuale per la gestione del materiale ivi conferito. In linea di principio qualsiasi impianto autorizzato alla gestione dei rifiuti può essere considerato una piattaforma per il conferimento dei materiali da parte del Comune. Occorre tuttavia tener presente che i Consorzi di Filiera richiedono caratteristiche impiantistiche (capacità di stoccaggio, pressatura, selezione) specifiche in relazione al materiale trattato che possono vincolare la scelta di un impianto.

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Sono previsti corrispettivi per le fms?

I Consorzi di Filiera riconoscono i corrispettivi sui soli rifiuti di imballaggio. In alcuni casi tuttavia sono previsti riconoscimenti economici anche per le frazioni merceologiche similari. CNA e CiAl tollerano presenze di fms fino a quote percentuali definite nelle rispettive condizioni generali, e i ogni caso non considerano mai tali materiali frazioni estranee. Rilegno individua rapporti convenzionali differenti a seconda che la raccolta contenga frazioni merceologiche similari oppure no. La convenzione per i rifiuti di carta e cartone prevede un riconoscimento economico anche per la frazione merceologica similare, riconoscimento che viene erogato non dal Consorzio ma dalla cartiera che ricicla il materiale. Corepla e Coreve, infine, considerano le frazioni merceologiche similari frazione estranea (non solo non viene pagata, ma concorre allo scadimento della qualità del materiale e conseguentemente alla riduzione del corrispettivo riconosciuto sui rifiuti di imballaggio).

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Cosa significa fms?

Fms è l’acronimo di frazione merceologica similare e con essa ci si riferisce a quel materiale che, pur solidale merceologicamente con una frazione di rifiuto di imballaggio, non è, per l’appunto, imballaggio. Qualche esempio: la carta dei giornali e delle riviste è frazione merceologica similare in una raccolta di imballaggi in carta e cartone. Pentole e posate in acciaio o in alluminio sono frazioni merceologiche similari in una raccolta di imballaggi in acciaio o in alluminio. Tavoli e mobilio sono frazioni merceologiche similari in una raccolta di imballaggi in legno.

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Consorzi di Filiera come gestiscono le frazioni merceologiche similari?

Ciascun Consorzio di filiera in virtù delle peculiarità specifiche dei materiali gestisce in modo differente le fms. È bene ribadire che i consorzi riconoscono il corrispettivo sui rifiuti di imballaggio. Le frazioni merceologiche similari, quindi, non maturano corrispettivo da parte dei Consorzi di Filiera. Nel caso della raccolta congiunta di carta/cartone è invero previsto un riconoscimento per la fms che, ancorché praticamente erogato dal Consorzio, viene in effetti riconosciuto dalla cartiera di riferimento. SI tenga infine presente che per i Consorzi Corepla e Coreve le frazioni merceologiche similari costituiscono frazione estranea.

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Cos’è un CSS?

CSS è l’acronimo di Centro di Selezione, ossia gli impianti di selezione di polimeri presso cui il Consorzio Corepla fa selezionare i rifiuti di imballaggio provenienti da raccolta differenziata in convenzione nei diversi polimeri (i singoli “tipi” di plastica che vengono poi avviati a riciclo). Il convenzionato può decidere di conferire una raccolta monomateriale al CSS, COREPLA stipula una convenzione “semplificata” con il riconoscimento del corrispettivi per i soli imballaggi in plastica, meno i costi sostenuti per la separazione e l’avvio a recupero della frazione estranea. Se il convenzionato. Il convenzionato può anche decidere di procedere a pressatura e preselezione della raccolta effettuando tali operazioni presso una piattaforma che assume il nome di Centro Comprensoriale (CC), da lui stesso individuata e gestita (il CC può essere anche gestito da un altro soggetto che lavora per conto del convenzionato). Il materiale che esce dal CC viene successivamente conferito presso un CSS individuato dal Consorzio COREPLA. Il convenzionato ha la possibilità di decidere di conferire al CSS la propria raccolta multimateriale, senza il preliminare passaggio ad un CSS. In questo caso COREPLA procede a sottoscrivere la convenzione “ordinaria” riconoscendo i corrispettivi per gli imballaggi in plastica, mentre spetta al convenzionato concordare con il CSS i corrispettivi per la selezione degli imballaggi di competenza degli altri consorzi.

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In caso di raccolta multimateriale chi paga la separazione delle diverse frazioni?

La separazione delle diverse frazioni merceologiche che costituiscono una raccolta multimateriale è sempre a carico del convenzionato (sia che l’impianto che la effettua sia un CSM sia che sia un CC).

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Cos’è un CC?

CC è l’acronimo di Centro Comprensoriale, ossia un impianto autorizzato, concordato preventivamente, presso cui il convenzionato rende disponibili gli imballaggi ed i rifiuti di imballaggio in plastica a Corepla). Si tenga presente che Corepla considera tutto il materiale in uscita dai CC come monomateriale.

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In caso di raccolta multimateriale chi paga la separazione delle diverse frazioni?

La separazione delle diverse frazioni merceologiche che costituiscono una raccolta multimateriale è sempre a carico del convenzionato, sia che l’impianto presso cui viene effettuata sia un CSS sia che sia un CC. Occorre ricordare che spetta al convenzionato concordare con la piattaforma i corrispettivi per la selezione degli imballaggi di competenza degli altri consorzi.

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Il Comune che conferisce il materiale da raccolta differenziata al Consorzio di Filiera deve pagare un onere di conferimento?

No. Il conferimento del materiale al Consorzio di Filiera comporta il riconoscimento di corrispettivi dal Consorzio di Filiera al Comune e non viceversa!
Può accadere che il convenzionato sia nella condizione di pagare oneri che tuttavia afferiscono ad operazioni preliminari al conferimento dei materiali ai Consorzi di Filiera. In questi casi il rapporto commerciale tra il soggetto conferente e l’impianto, avvenendo a monte del conferimento ai Consorzi, non ha nulla a che vedere con l’Accordo Quadro.

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In che modo i produttori e gli utilizzatori di imballaggi adempiono agli obblighi loro imposti dall'articolo 221 del Dlgs. 152/06?

L'articolo 221 prevede un sistema per la raccolta e il recupero dei rifiuti da imballaggio che non vengono conferiti al servizio di pubblica raccolta: le imprese utilizzatrici di imballaggio sono tenute a consegnare i rifiuti da imballaggio secondari e terziari in un luogo di raccolta organizzato dai produttori e con gli stessi concordato.
Conai e i Consorzi di Filiera hanno individuato un sistema che assolve tali impegni, organizzando una rete di piattaforme sul territorio italiano, presso le quali le aziende possono conferire gratuitamente i rifiuti da imballaggi secondari e terziari in legno, carta e plastica.
Il conferimento dei rifiuti da imballaggio presso le piattaforme convenzionate ai Consorzi di Filiera è volontario. Infatti, l'adozione di questo sistema non deve portare distorsioni o sollecitazioni anomale al mercato del recupero e del riciclo dei materiali valorizzabili. Esso è semplicemente un'ulteriore opportunità per le aziende che non trovano una destinazione di riciclo per i loro rifiuti di imballaggio.
In questo modo i produttori di imballaggi si fanno carico dei costi di ricevimento e valorizzazione dei rifiuti, mentre gli utilizzatori si assumono i costi di raccolta e trasporto dei rifiuti: entrambe adempiono così agli obblighi loro imposti dall'articolo 221 del D.Lgs 152/06.

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Quale servizio è previsto, a fronte del pagamento del contributo ambientale che grava anche sugli imballaggi secondari e terziari, per le aziende che si trovano in condizione di dover smaltire i loro rifiuti di imballaggio?

Conai e i Consorzi di Filiera hanno organizzato una serie di piattaforme sul territorio nazionale presso le quali le aziende hanno la possibilità di conferire gratuitamente rifiuti da imballaggi secondari e terziari in legno, carta e plastica, purché gli stessi rispettino semplici caratteristiche di conformità previste per ogni singolo materiale (vedi FAQ successive).

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Siamo un'azienda consorziata. Come possiamo procedere allo smaltimento dei rifiuti da imballaggio non ritirati dal servizio pubblico?

Le aziende consorziate possono conferirei gratuitamente i propri rifiuti da imballaggi secondari e terziari in legno, carta e plastica, che vengono destinati a riciclo, presso una rete di piattaforme convenzionate con i Consorzi di filiera. Sul sito CONAI e sui siti dei Consorzi di Filiera coinvolti (Corepla, RIlegno e Comieco) si trovano gli elenchi delle piattaforme sul territorio.

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Il conferimento di rifiuti da imballaggio alle piattaforme convenzionate comporta il pagamento di una quota?

Assolutamente no. Il conferimento dei rifiuti da imballaggi secondari e terziari a piattaforme convenzionate con i Consorzi di filiera per il conferimento degli stessi non comporta il pagamento di alcun corrispettivo. Quanto sopra vale nel caso i rifiuti in questione siano conformi ad alcune caratteristiche (limiti sulla presenza di frazioni estranee; imballaggi di sostanze pericolose o contaminate da tali sostanze, ecc).

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Posso conferire alle piattaforme convenzionate qualsiasi genere di rifiuti da imballaggio?

Innanzitutto occorre sottolineare che solo i rifiuti da imballaggi secondari e terziari in legno, carta e plastica possono essere conferiti gratuitamente alle piattaforme convenzionate. Inoltre, tali rifiuti devono rispettare alcune caratteristiche.
Per quanto riguarda la carta sono ammessi imballi in cartone e sacchi in pura cellulosa (CER 150101) con impurità max % sul peso pari a 1,5%, con esclusione degli imballi contenenti rifiuti pericolosi non bonificati
In merito alla plastica sono ammessi film, sacchi, buste, taniche, secchielli, ceste, pedane, cappucci, scatole, reggette, big-bags, ed altri imballaggi in plastica. Il contenuto massimo di frazione estranea (metalli, vetro, carta, legno, terra e plastica non costituente imballaggio post-consumo etc.) è del5% sul peso. Non sono inoltre ammessi imballaggi di rifiuti ospedalieri, imballaggi di sostanze pericolose o contaminate da tali sostanze, imballaggi maleodoranti, sfridi e scarti della produzione di imballaggi .
Infine per quanto riguarda il legno sono ammessi cassette ortofrutta, pallets, casse, gabbie e bobine, con un contenuto massimo di frazioni estranee non lignee dell'1% sul peso.

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La piattaforma convenzionata cui ho chiesto di conferire i miei rifiuti di imballaggio secondari e terziari mi ha chiesto un corrispettivo economico per il conferimento. È corretto?

In linea generale ciò è possibile nel caso in cui il rifiuto che ha chiesto di conferire non rispetti alcune caratteristiche.
Per quanto riguarda la carta sono ammessi imballi in cartone e sacchi in pura cellulosa (CER 150101) con impurità max % sul peso pari a 1,5%, con esclusione degli imballi contenenti rifiuti pericolosi non bonificati.
In merito alla plastica sono ammessi film, sacchi, buste, taniche, secchielli, ceste, pedane, cappucci, scatole, reggette, big-bags, ed altri imballaggi in plastica; il massimo contenuto di frazione estranea (metalli, vetro, carta, legno, terra e plastica non costituente imballaggio post-consumo etc.) è del5% sul peso. Non sono inoltre ammessi imballaggi di rifiuti ospedalieri, imballaggi di sostanze pericolose o contaminate da tali sostanze, imballaggi maleodoranti, sfridi e scarti della produzione di imballaggi.
Infine per quanto riguarda il legno sono ammessi cassette ortofrutta, pallets, casse, gabbie e bobine, con un contenuto massimo di frazioni estranee non lignee dell'1% sul peso.
Se, viceversa, il suo rifiuto rispetta le caratteristiche esposte il gestore della piattaforma convenzionata non deve chiederle alcun corrispettivo economico.

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Qual è la piattaforma convenzionata a ricevere rifiuti da imballaggi secondari e terziari a me più vicina? / Come posso avere l'elenco delle piattaforme convenzionate a ricevere rifiuti da imballaggi secondari e terziari?

L'elenco aggiornato delle piattaforme convenzionate presso cui è possibile conferire i rifiuti di imballaggi secondari e terziari in legno carta e plastica è disponibile nella sezione "Imprese" del sito, alla voce "Piattaforme conferimento rifiuti". In alternativa è possibile contattare gli uffici Conai (mail: piattaforme@conai.org) oppure direttamente i Consorzi di Filiera:
Ø COMIECO - Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica, via P.Litta, 5 - 20122 Milano; tel.- 02/550241;
Ø RILEGNO - Consorzio nazionale per il recupero e il riciclaggio degli imballaggi in legno, via Luigi Negrelli 24/A Cesenatico (FO); tel. 0547/672946;
Ø COREPLA - Consorzio nazionale per il recupero degli imballaggi in plastica, via del Vecchio Politecnico, 3 - 20121 Milano; tel. 02/760541.

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Gestiamo un impianto di stoccaggio / recupero / cernita / adeguamento volumetrico ecc. Quale opportunità offre il sistema Conai - Consorzi di Filiera? In quale modo è possibile aderire?

Il sistema Conai - Consorzi di Filiera offre l'opportunità di convenzioni dirette con i Consorzi di Filiera sia nell'ambito delle raccolte di cui all'Accordo Quadro Anci - Conai sia nell'ambito del sistema Piattaforme Secondari e Terziari (quest'ultimo limitatamente ai rifiuti da imballaggio in carta, plastica o legno). Per conoscere i dettagli amministrativi, tecnici ed economici di queste opportunità è necessario contattare direttamente i Consorzi di Filiera:
Ø RICREA - Consorzio Nazionale Riciclo e Recupero Imballaggi Acciaio - Via G.B. Pirelli 27, 20124 Milano; tel. 02/66712717; sito internet: www.consorzioricrea.org;
Ø CIAL - Consorzio Imballaggi Alluminio, Via P.Litta, 5 - 20122 Milano; tel. 02/540291; sito internet: www.cial.it;
Ø COMIECO - Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica, via P.Litta 5 - 20122 Milano; tel.- 02/550241; sito internet: www.comieco.org;
Ø RILEGNO - Consorzio nazionale per il recupero e il riciclaggio degli imballaggi in legno, via Luigi Negrelli 24/A Cesenatico (FO); tel. 0547/672946; sito internet: www.rilegno.org;
Ø COREPLA - Consorzio nazionale per il recupero degli imballaggi in plastica, via del Vecchio Politecnico, 3 - 20121 Milano; tel. 02/760541; sito internet: www.corepla.it;
Ø COREVE - Consorzio Recupero Vetro, P.zza G.D. Bande Nere, 9 - 20146 Milano, tel. 02/48012961, sito internet: www.coreve.it.

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In qualità di gestori del servizio di raccolta del comune di XX, possiamo presentare domanda di partecipazione al Bando?

E’ possibile partecipare al Bando se vi è stata conferita apposita delega dal Comune/aggregazione di comuni superiori a 5.000 abitanti e che non sia stata presentata domanda da parte dell’Ente di Governo del servizio rifiuti (es. ATO) o che il comune/aggregazione di comuni non siano ricompresi nella domanda presentata all’Ente.

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In qualità di gestori del servizio di raccolta dei rifiuti del comune è sufficiente per partecipare al Bando la delega prevista dall’Accordo Quadro per la sottoscrizione delle convenzioni?

No, è necessaria una dichiarazione specifica da parte del Comune o dal Comune capofila dell’aggregazione di comuni, con il quale vi deleghi alla presentazione della domanda per il Bando per nome e per conto dei comune/i. La delega deve specificare formalmente la piena condivisione del progetto di comunicazione presentato.

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Con “sistemi territoriali particolarmente e oggettivamente in sofferenza” si intendono solo Comunità Montane e isole minori o vi sono anche altri possibili parametri?

Il punteggio aggiuntivo di 4 punti, è relativo ai comuni ricadenti all’interno di Comunità Montane e Isole Minori.

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Relativamente alle modifiche del sistema di raccolta verso i modelli privilegiati da CONAI, il punteggio viene assegnato anche solo se cambia solo una parte del sistema di raccolta ?

Il punteggio viene assegnato se il cambiamento del servizio di raccolta prevede il passaggio alla raccolta multimateriale leggera, monomateriale per carta/cartone e per vetro.

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Per quanto riguarda gli “strumenti tecnologici innovativi e intelligenti”, cosa è possibile includere? Siti internet in generale?

La realizzazione/aggiornamento di siti/pagine web a supporto dell’attività di comunicazione non rientrano tra gli strumenti tecnologici innovativi. In tale definizione rientrano, ad esempio, lo sviluppo di App dirette agli utenti del servizio di raccolta, campagne di sensibilizzazione promosse attraverso i Social Network o la creazioni di blog dedicati all’avvio del nuovo sistema di raccolta.

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I progetti candidati devono per forza essere avviati dopo il 1° di Gennaio 2015?

Sì, i progetti di comunicazione finanziabili dal Bando devono essere stati avviati a partire dal 1° gennaio 2015.

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Se un progetto ha avuto un co-finanziamento da qualche Ente sovracomunale, es. regionale o provinciale, è ugualmente candidabile? O, in altro modo, se la copertura al 100% non è garantita solo da fondi comunali, si può ugualmente candidare il progetto?

Il partecipante al Bando deve avere la copertura del 65% dei costi dal progetto di comunicazione. Nulla osta che tale copertura sia assicurata anche da altri finanziamenti provenienti da fondi regionali, europei, ecc..

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Tra i prerequisiti di ammissibilità, dove è indicato "da Comuni singoli o associati, con popolazione pari ad almeno 5.000 abitanti, laddove l’Ente di governo di cui al precedente punto non sia costituito ovvero, pur costituito, non abbia approvato il piano d’ambito nel termine su indicato", il riferimento ai 5.000 abitanti sono da considerarsi per ogni singolo comune o comuni associati?

È il numero complessivo minimo di 5.000 abitanti che deve essere considerato, indipendentemente che sia un comune o più comuni associati.

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Relativamente ai Requisiti Premianti, devono essere almeno 5 Comuni associati se il singolo Comune non raggiunge i 50.000 o 100.000 abitanti?

Devono essere soddisfatte entrambe le specifiche richieste, cioè essere un’aggregazione di almeno 5 comuni che complessivamente superi i 50 mila o i 100 mila abitanti (5 o 8 punti).

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I 20+10 punti che vengono dati con il cambio di servizio e i 5 relativi alla campagna di comunicazione sulla raccolta differenziata sono sommabili oppure alternativi?

Sono alternativi. A seconda del progetto si premia l’intervento principale.

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Con riferimento ai piccoli Comuni fortemente turistici, è possibile tener conto della maggior presenza di abitanti nel calcolo della raccolta pro-capite dei rifiuti di imballaggi?

In tali casi è possibile utilizzare, laddove disponibili da parte di Regione, Ente di Governo del servizio rifiuti o Provincia, il dato degli abitanti equivalenti (es.: la regione Liguria elabora ogni anno il dato relativo alla popolazione equivalente per comune in base alle presenze registrate nell’anno precedente).

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L’erogazione del contributo avviene esclusivamente a seguito dell’emissione di regolare fattura?

Sì, i finanziamenti saranno erogati da Conai solo a seguito dell’emissione di fattura più IVA, conformemente alle istruzioni contenute nell’autorizzazione a fatturare che verranno trasmesse da Conai stesso.

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Che cos’è il Contributo Ambientale (CAC)

DOMANDA: Cos’è il Contributo Ambientale CONAI?
RISPOSTA: Per ciascun materiale d’imballaggio, il sistema CONAI/Consorzi di Filiera ha stabilito un Contributo Ambientale, che costituisce la forma di finanziamento per ripartire tra produttori e utilizzatori i costi per i maggiori oneri relativi alla raccolta differenziata e per il recupero e riciclo degli imballaggi. I soggetti tenuti al versamento del Contributo sono coloro che per primi immettono l’imballaggio finito nel mercato nazionale, quindi, in generale, i produttori, gli importatori di imballaggi vuoti e gli importatori di merci imballate. A questi si aggiungono i produttori/importatori di materiali di imballaggio che forniscono autoproduttori e gli autoproduttori stessi nel momento in cui importano le materie prime per confezionare le proprie merci. Per autoproduttori si intendono i soggetti che acquistano materie prime e materiali di imballaggio al fine di fabbricare/riparare gli imballaggi per confezionare i propri prodotti.

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Significato di "Contributo Ambientale CONAI assolto"

DOMANDA: Sono un commerciante; spesso trovo la dicitura “Contributo ambientale CONAI assolto” sulle fatture dei miei fornitori di merci. Cosa significa questa frase in particolare?
RISPOSTA: Attraverso questa dicitura i suoi fornitori attestano che gli imballaggi utilizzati per il confezionamento delle merci fatturate sono stati assoggettati a Contributo ambientale CONAI in un momento precedente. Ricordiamo che, in caso di trasferimento di imballaggi vuoti da un produttore ad un utilizzatore, il Contributo ambientale CONAI deve essere invece indicato separatamente dal prezzo di vendita, attraverso alcune informazioni che non possono essere sostituite dalla dicitura Contributo ambientale CONAI assolto.

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Prima cessione ed esposizione in fattura del CAC

DOMANDA: Sono un imprenditore, ho acquistato gli imballaggi per confezionare i miei prodotti. Il fornitore ha esposto in fattura un importo a titolo di Contributo Ambientale CONAI. Sono tenuto a pagarlo?
RISPOSTA: Il Contributo ambientale CONAI si applica in un particolare momento del ciclo di vita degli imballaggi, denominato “prima cessione”, rappresentata dal trasferimento, anche temporaneo e a qualunque titolo, nel territorio nazionale dell’imballaggio finito effettuato dall’ultimo produttore al primo utilizzatore. Pertanto è corretto che il suo fornitore abbia applicato in fattura il Contributo ambientale CONAI che dovrà essergli riconosciuto al momento del pagamento dell’intero importo della fattura. Ricordiamo che, in caso di omessa o insufficiente indicazione del CAC da parte del fornitore di imballaggio, il Regolamento CONAI prevede una responsabilità solidale a carico del cliente utilizzatore.

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Modalità di esposizione in fattura del CAC

DOMANDA: Ho acquistato imballaggi assoggettati a Contributo ambientale CONAI da parte del mio fornitore; li utilizzerò per il confezionamento dei miei prodotti. Sono tenuto anch’io ad indicare il Contributo ambientale CONAI nelle fatture di vendita?In caso positivo, con quali modalità?

RISPOSTA: L’utilizzatore di imballaggi al momento della fatturazione delle proprie merci deve “internalizzare” il Contributo ambientale CONAI nel prezzo di vendita delle stesse e deve esplicitare in fattura la parte di Contributo relativa agli imballaggi. In alternativa, nella fattura può essere indicata la dicitura “Contributo ambientale CONAI assolto” attraverso la quale il cliente viene informato che nel prezzo di vendita delle merci è compreso anche il Contributo ambientale CONAI.

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Soggetti obbligati

DOMANDA: Sono un consulente fiscale, vorrei sapere chi sono i soggetti obbligati ad aderire al CONAI.
RISPOSTA: In base alla normativa vigente, i produttori e gli utilizzatori sono responsabili della corretta gestione ambientale degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio generati dal consumo dei propri prodotti, e per questo partecipano al Consorzio CONAI. Per produttori si intendono: i fornitori di materiali di imballaggio, i fabbricanti, i trasformatori e gli importatori di imballaggi vuoti e di materiali di imballaggio. Per utilizzatori si intendono: i commercianti, i distributori, gli addetti al riempimento, gli utenti di imballaggi e gli importatori di “imballaggi pieni” (cioè di merci imballate).

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Soggetti esclusi

DOMANDA: Le imprese di servizi, le imprese artigiane e gli studi professionali sono tenuti all’iscrizione al CONAI?
RISPOSTA: Sono esclusi dall’obbligo di adesione a CONAI gli utenti finali degli imballaggi, ossia quei soggetti che pur acquistando merce imballata per l’esercizio della propria attività o per proprio consumo, non effettuano alcuna attività di commercializzazione e distribuzione della merce imballata acquistata. Gli stessi soggetti sono invece obbligati ad aderire al CONAI se:
• svolgono, con la merce imballata acquistata, un’attività commerciale, anche marginale rispetto all’attività principale;
• acquistano direttamente all’estero merce imballata o imballaggi vuoti per l’esercizio della propria attività;
• acquistano imballaggi vuoti sul territorio nazionale per l’esercizio della propria attività.

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Modalità e costi di adesione

DOMANDA: Sono l’amministratore di una società neocostituita, obbligata ad aderire al CONAI. Quali sono le modalità e i costi di adesione al CONAI.
RISPOSTA: Per iscriversi al CONAI bisogna scaricare dal sito www.conai.org la domanda di adesione, compilarla in ogni campo, effettuare il pagamento della quota di partecipazione ed inviarla a CONAI a mezzo PEC (all’indirizzo specifico: adesione.conai@legalmail.it), fax oppure con raccomandata A.R.
La quota è costituita da un importo fisso di 5,16 Euro alla quale si aggiunge un importo variabile (se nel corso dell’esercizio precedente all’adesione, la società ha realizzato ricavi complessivi superiori a 500.000 Euro). L’adesione è una tantum, ovvero deve essere versata una sola volta. Tuttavia, il consorziato ha la facoltà di adeguare annualmente la propria quota d’adesione, qualora siano intervenute variazioni in aumento dei propri costi o ricavi in misura non inferiore al 20%.

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Sanzione per mancata iscrizione

DOMANDA: Sono previste sanzioni per la mancata adesione? Qual è la procedura da seguire per sanare gli anni passati?
RISPOSTA: Attualmente la sanzione per l’omessa adesione a CONAI è di 5.000 euro. Tale sanzione è irrogata dalla Provincia, competente anche per l’accertamento della specifica violazione.
Ciascun Consorziato può regolarizzare la propria posizione rispetto ad infrazioni commesse - come ad esempio l’omessa dichiarazione periodica del Contributo - avvalendosi della procedura di “Autodenuncia”. Così, fermi restando gli interessi di mora dovuti, non c’è alcuna sanzione, salvo il caso in cui siano già stati formalizzati i controlli di cui all’art.11 del Regolamento CONAI.

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Iscrizione ai Consorzi di filiera

DOMANDA: L’impresa che produce o importa imballaggi vuoti in materiali diversi, è obbligata ad iscriversi, oltre al CONAI, ai Consorzi di Filiera relativi a tutti i materiali di imballaggio prodotti o importati?
RISPOSTA: Sì, i produttori e gli importatori di imballaggi vuoti devono iscriversi al CONAI nonché ai Consorzi di filiera, in funzione dei materiali di imballaggio prodotti o importati. Ricordiamo che, oltre all’obbligo dell’adesione, i produttori e gli importatori di imballaggi vuoti devono sempre applicare in fattura il Contributo Ambientale CONAI al momento del trasferimento degli imballaggi ai clienti e, successivamente, dichiarare e versare lo stesso Contributo al CONAI.

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Commercianti di merci imballate

DOMANDA: È vero che i commercianti di merci confezionate sono obbligati ad iscriversi al CONAI?
RISPOSTA: Sì, il commerciante di merci imballate è l’operatore che acquista in Italia o all’estero merci confezionate e le rivende sia all’ingrosso che al dettaglio. Opera cioè una semplice intermediazione commerciale.
Il commerciante deve iscriversi al CONAI nella categoria degli utilizzatori, tra i “commercianti e distributori”. Per le merci confezionate acquistate all’estero, il commerciante deve provvedere anche alla dichiarazione e al versamento al CONAI del Contributo ambientale sugli imballaggi immessi nel territorio nazionale.

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Adempimenti commercianti di imballaggi vuoti

DOMANDA: Cosa prevede essenzialmente la normativa CONAI per i commercianti di imballaggi vuoti?
RISPOSTA: Bisogna innanzitutto distinguere se gli imballaggi vuoti siano stati acquistati in Italia o all’estero.
• Nel caso di acquisti nazionali, il commerciante si iscrive al CONAI nella categoria degli utilizzatori, paga il Contributo ambientale CONAI ai fornitori nazionali ed informa i clienti che il Contributo ambientale CONAI è stato assolto attraverso alcune specifiche indicazioni in fattura.
• Nel caso di acquisti dall’estero, invece, CONAI assimila gli importatori/rivenditori di imballaggi vuoti ai produttori di imballaggi e prevede per loro tutti gli adempimenti previsti per tale categoria.

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Rappresentante fiscale in Italia di azienda estera

DOMANDA: Sono il rappresentante fiscale in Italia di un’azienda estera che fornisce merci imballate a vari clienti italiani. Ho obblighi verso CONAI come rappresentante fiscale?
RISPOSTA: L’impresa estera che intende sostituirsi ai clienti italiani negli adempimenti previsti dalle disposizioni consortili può farlo nominando un rappresentate fiscale ai sensi dell’art. 17 del Dpr 633/72 (disciplina dell’IVA). Ricordiamo che si tratta di una facoltà e non di un obbligo e che, in assenza di un rappresentante fiscale, è possibile assolvere agli stessi adempimenti attraverso l’identificazione diretta ai fini IVA in Italia, ovvero attraverso una stabile organizzazione.

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Registrazione fattura CONAI

DOMANDA: Abbiamo ricevuto una fattura del Consorzio di Filiera dell'Acciaio (Ricrea). Ci chiedevamo come mai inviamo le dichiarazioni al CONAI e riceviamo fatture dei Consorzi di Filiera? Inoltre quali dati dobbiamo riportare nei nostri fogli contabili ai fini della registrazione delle fatture?
RISPOSTA: Il CONAI emette fatture in nome e per conto dei Consorzi di Filiera. I dati da riportare nei libri contabili dell'azienda sono la partita IVA e il codice fiscale della fattura che l'azienda riceve, in questo caso del Consorzio Nazionale Acciaio (Ricrea).

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Chiarimenti sulle fatture

DOMANDA: Sono un utilizzatore di imballaggi, cioè acquisto gli imballaggi vuoti (sacchi di carta), li riempio e vengono venduti ai negozi di vendita al dettaglio. In riferimento al Regolamento CONAI, all'articolo 7 comma 8, in fattura devo scrivere l'importo del Contributo Ambientale unitario? Devo poi contabilizzare il contributo, e versare il relativo importo al CONAI?
RISPOSTA: Ai sensi dell'articolo 7, comma 8 del Regolamento CONAI, l'apposizione in fattura della dicitura "Contributo Ambientale CONAI assolto" o, in alternativa "(...) di cui Contributo Ambientale CONAI unitario Euro..." deve avvenire in occasione di tutte le cessioni successive alla prima (tra il Produttore di imballaggi e l'Utilizzatore), con esclusione di quelle ai consumatori finali (con il rilascio della ricevuta fiscale), ad opera dell'Utilizzatore. Il calcolo del Contributo e l'invio a CONAI delle relative dichiarazioni periodiche spetta al Produttore di imballaggi ed all'Importatore di imballaggi vuoti e/o pieni.

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Pagamento Contributo Ambientale CONAI

DOMANDA: Non abbiamo ancora ricevuto la fattura/e relativa alla dichiarazione dell’ultimo trimestre ’01 per un contributo totale di 16,19 Euro. Devo aspettare la fattura da CONAI prima di effettuare il pagamento oppure devo provvedere in ogni caso? RISPOSTA
RISPOSTA: Dovete procedere alla liquidazione del Contributo solo al ricevimento della fattura da parte del CONAI.

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Contributo Ambientale CONAI per esportatori

DOMANDA: Ad un nostro cliente esportatore abituale non applichiamo l'imposta sull'acquisto degli imballaggi da noi prodotti e lo stesso ha una esenzione del contributo pari al 67% . Sulla quota non esente di contributo debbo applicare l'IVA?
RISPOSTA: Il Contributo Ambientale CONAI esposto nella fattura di vendita dell'imballaggio è da considerarsi prestazione accessoria ai sensi degli artt. 12 e 13 del Dpr 633/1972: come tale rientra nel campo di applicazione dell'IVA. Il Contributo, inserito nella prima cessione, è assoggettato alla medesima aliquota IVA dell'imballaggio o del materiale di imballaggio oggetto della cessione.
Pertanto, in caso di cessione di imballaggi a clienti che hanno presentato dichiarazione di intento ex art.8, 1° comma, lettera C del DPR 633/72, il Contributo Ambientale CONAI sarà applicato (seguendo l'eventuale percentuale indicata dal plafond per export del cliente) in esenzione IVA.

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Procedure di esenzione del CAC per attività di esportazione

DOMANDA: Sono assoggettati a Contributo ambientale CONAI anche gli imballaggi vuoti che acquisto in Italia per confezionare i miei prodotti ed esportarli successivamente?
RISPOSTA: Gli imballaggi esportati escono dalle competenze CONAI e quindi sono esentati dall’applicazione del Contributo Ambientale. Il CONAI ha previsto due procedure: una ordinaria (ex post, tramite il modulo 6.6) che consiste nel documentare a consuntivo i quantitativi esportati e richiedere direttamente a CONAI il rimborso del Contributo Ambientale pagato ai fornitori; oppure la procedura semplificata (Ex ante, tramite il modulo 6.5) che consiste nel determinare preventivamente la quota in percentuale di esportazione (plafond) prevista per singolo materiale nel corso dell’anno solare ed evitare il pagamento del Contributo su tale quota.

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Esenzione in prima cessione

DOMANDA : Nelle cessioni all'estero degli imballaggi che produciamo dobbiamo esporre il Contributo Ambientale?
RISPOSTA: No, gli imballaggi ceduti all'estero, per i quali non è avvenuta una prima cessione sul territorio nazionale, non devono essere assoggettati al Contributo ambientale CONAI. Nelle fatture di esportazione non deve essere indicata alcuna dicitura relativamente al Contributo e nessuna dichiarazione al CONAI deve essere fatta dall'azienda produttrice per tali cessioni.

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Adempimenti CONAI per aziende importatrici

DOMANDA: Vorrei conoscere gli adempimenti CONAI a carico di una azienda importatrice di prodotti imballati.
RISPOSTA: I materiali di confezionamento delle merci di provenienza estera (UE ed extra UE) immessi nel territorio nazionale ricadono interamente nelle competenze CONAI e, di conseguenza, devono essere assoggettati al Contributo Ambientale CONAI.
Pertanto, un importatore di merci imballate, oltre all’iscrizione al CONAI nella categoria degli utilizzatori, è tenuto alla dichiarazione periodica attraverso un’apposita modulistica nonché al versamento del Contributo Ambientale, per singolo materiale, su tutti gli imballaggi che a seguito delle importazioni, vengono immessi nel territorio nazionale. Sono previste anche formule semplificate di dichiarazione qualora sia particolarmente complicato determinare il peso e/o i materiali di imballaggio delle merci di provenienza estera.

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Inizio attività importazione - periodicità dichiarazioni

DOMANDA: Sono già iscritto al CONAI come utilizzatore – commerciante. Nel 2012 ho acquistato dall’estero, per la prima volta, merci per poche decine di migliaia di Euro di valore complessivo, confezionate in esigui quantitativi di materiale di imballaggio. Sono comunque tenuto a presentare le dichiarazioni al CONAI?
RISPOSTA: Il Consorziato che effettua per la prima volta acquisti dall’estero è tenuto ad inviare a CONAI una dichiarazione trimestrale del Contributo Ambientale CONAI, indipendentemente dal valore dello stesso. Esiste una soglia minima di Contributo ambientale al di sotto della quale CONAI non provvede alla fatturazione e l’azienda è esentata dall’obbligo di dichiarazione per gli anni successivi fino al superamento della stessa soglia.

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Versamento del CAC

DOMANDA: Nei giorni scorsi ho inviato al CONAI la dichiarazione del Contributo ambientale. Quali sono le modalità di versamento del Contributo risultante dalle dichiarazioni?
RISPOSTA: Gli importi risultanti dalla dichiarazione del Contributo ambientale devono essere versati dopo il ricevimento delle relative fatture emesse dal CONAI. In caso di dichiarazione in procedura ordinaria, CONAI invia le fatture per conto di ciascuno dei sei Consorzi di Filiera, in riferimento ai rispettivi materiali, mentre in caso di dichiarazione in procedura semplificata, CONAI invia un’unica fattura complessiva. I versamenti andranno effettuati sui conti correnti di competenza indicati nella fattura stessa.

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Definizione di "imballaggio"

DOMANDA: Sono un imprenditore che acquista vari materiali di confezionamento per le proprie merci. Cosa devo intendere per imballaggio ai fini degli adempimenti CONAI?
RISPOSTA: Secondo la vigente normativa, è imballaggio: il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere determinate merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, a proteggerle, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all’utilizzatore, ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo. La stessa normativa prevede alcune precisazioni e definizioni quali: imballaggi primari, secondari, terziari, riutilizzabili, etc. Il sistema consortile CONAI ha competenza sugli imballaggi in acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro.

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Come sono stati scelti i criteri della diversificazione?

Con il costante e proficuo confronto con le Associazioni dei produttori e degli utilizzatori, per la diversificazione contributiva sono stati individuati tre Criteri Guida per la diversificazione contributiva utili a legare il valore del CAC all’impatto ambientale delle fasi di fine vita/nuova degli imballaggi in plastica, secondo il principio del “chi inquina paga:
• la selezionabilità,
• la riciclabilità,
• il circuito di destinazione prevalente dell’imballaggio quando diventa rifiuto.

Il circuito di destinazione può essere “Domestico” o “Commercio & Industria”. Rientrano negli imballaggi del circuito “Domestico” anche quelli da “Commercio & Industria” sistematicamente assimilati ai rifiuti urbani.

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Qual è la differenza tra circuito Domestico e circuito Commercio&Industria?

Se l'imballaggio soddisfa i criteri di selezionabilità e riciclabilità, l'attribuzione della corretta fascia contributiva dipende dal circuito di destinazione prevalente in cui l'imballo è destinato a diventare rifiuto.
Gli imballaggi appartenenti al circuito Domestico sono quelli destinati a diventare rifiuto prevalentemente presso le utenze domestiche ed essere conseguentemente conferiti nella raccolta differenziata. Gli imballaggi appartenenti al circuito Commercio&Industria sono quelli destinati a diventare rifiuto prevalentemente presso le industrie, ed essere conseguentemente conferiti in circuiti dedicati.
Nello specifico:
- gli imballaggi prevalentemente destinati al circuito C&I con una filiera industriale di selezione e riciclo efficace e consolidata sono quelli presenti nella Fascia A;
- gli imballaggi prevalentemente destinati al circuito domestico con una filiera industriale di selezione e riciclo efficace e consolidata sono quelli presenti nella Fascia B1;
- gli imballaggi, di entrambi i circuiti, con una filiera industriale di selezione e riciclo in fase di consolidamento sono quelli presenti nella Fascia B2.

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Cosa faccio se non trovo il mio imballaggio nelle liste delle varie fasce contributive?

Se l'imballaggio non è espressamente indicato nelle voci presenti nelle liste di fascia A, B1, B2 e C, ricade necessariamente in fascia C indipendentemente dal fatto che la specifica tipologia sia citata o meno a titolo esemplificativo.

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Gli elenchi degli imballaggi agevolati potranno cambiare?

Considerando l’evoluzione del contesto tecnologico di prodotto e di processo (selezione e riciclo) e/o le segnalazioni che pervengono dai settori interessati , CONAI ha istituito un apposito Comitato Tecnico Permanente di Valutazione che può avvalersi anche del supporto di esperti di settore e propone di volta in volta al competente Consiglio di Amministrazione la ricollocazione di specifiche tipologie di imballaggio.

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Per essere agevolato l’imballaggio deve essere Riciclabile o Riciclato?

Per rientrare in una fascia agevolata un imballaggio deve risultare effettivamente riciclato e non solo teoricamente riciclabile. Infatti, nella definizione delle fasce contributive, si è adottata la definizione di riciclabilità prevista dalla norma tecnica UNI 13430, per cui va verificato l'effettivo riciclo in impianti industriali.
I criteri generali della diversificazione contributiva, rispecchiando l’attuale modalità di gestione dei rifiuti di imballaggio a livello nazionale, prevedono che il rifiuto di imballaggio, se conferito nella RD urbana, debba come prima cosa essere compatibile con le tecnologie di selezione esistenti sul territorio nazionale, passaggio fondamentale per creare flussi omogenei di rifiuti da poter avviare a riciclo . Il secondo passaggio è quello dell’effettivo riciclo, ossia della reale possibilità di trasformare i flussi omogenei di rifiuti di imballaggio post selezione in materie prime seconde poi utilizzate da altri impianti per essere trasformate in nuovi prodotti. Qui subentrano le caratteristiche tecniche dell'imballaggio, l’esistenza di masse critiche, l’esistenza di una domanda di materie prime seconde sul mercato. Per questi motivi la diversificazione contributiva prevede che l’allocazione nelle fasce A - B1 e B2 sia vincolata all'effettiva selezionabilità e all'effettivo riciclo delle tipologie di rifiuti di imballaggio.

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Cosa succede agli imballaggi che sono soggetti a sperimentazioni di riciclo?

Anche se esistono circuiti sperimentali di selezione e riciclo, l'assoggettamento a CAC resta quello di Fascia C, fintantoché l'intera filiera di raccolta, selezione e riciclo non assume connotazioni industriali, sostanzialmente analoghe a quelle degli altri imballaggi agevolati.
Le sperimentazioni in corso saranno indicate in una pagina dedicata del sito CONAI. Il Consorzio, qualora a seguito degli esiti positivi delle sperimentazioni si venga a creare una vera e propria filiera industriale di selezione e riciclo, sottoporrà poi ai competenti organi consortili l’eventuale riallocazione in una fascia più agevolata, dandone adeguata informazione alle aziende interessate.

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Perché lo stesso polimero è in fasce differenti?

Tipologie di imballaggio composte dallo stesso polimero possono avere caratteristiche diverse, e quindi rispondere in maniera diversa alle tecnologie di selezione e riciclo presenti sul territorio nazionale. È pertanto possibile trovare imballaggi composti dallo stesso materiale in differenti fasce contributive, come ad esempio le bottiglie in PET trasparente rispetto a quelle in PET opaco. Infatti le prime, se rispondenti alle caratteristiche richieste, vanno in Fascia B1 mentre le seconde sono assoggettate a CAC di Fascia C, in quanto manca ancora oggi una filiera industriale di riciclo.

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Quale livello contributivo applicare agli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile?

Le borse biodegradabili e compostabili sono incluse nella fascia agevolata B2 mentre il resto degli imballaggi costituito da polimeri biodegradabili e compostabili è assoggettato a fascia C, in quanto allo stato non risulta una consolidata filiera di selezione e riciclo. Tali imballaggi pertanto sono aggregati alle analoghe tipologie di imballaggi in altri polimeri presenti in fascia C.

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Quale livello contributivo applicare agli imballaggi poliaccoppiati a prevalenza plastica?

Gli imballaggi poliaccoppiati a prevalenza plastica sono assoggettati a CAC di fascia C in quanto allo stato attuale non soddisfano i criteri di selezionabilità e riciclabilità e, quindi, non rientrano nelle liste degli imballaggi agevolati.

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In che fascia sono gli imballaggi con strati barriera (EVOH)?

Questi trattamenti specifici applicati agli imballaggi permettono di ottenere prestazioni tecniche migliori, garantendo anche una shelf life del prodotto con conseguente riduzione degli sprechi di contenuto (specie se destinati a contenere prodotti alimentari); tuttavia ne compromettono il successivo riciclo e di conseguenza sono oggi compresi in fascia C.
A livello europeo sono stati recentemente ultimati - da parte dell’associazione dei riciclatori europei (PRE) - alcuni test sulla compatibilità dell’EVOH nel flusso a riciclo degli imballaggi flessibili in PE. In tale contesto, sono state pertanto definite le prime soglie di tolleranza, che laddove saranno coerenti con i criteri guida previsti, quali selezionabilità ed effettivo riciclo, verranno sottoposte ai competenti organi consortili per eventuale riallocazione in una fascia più agevolata.

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In che fascia sono gli imballaggi metallizzati

Le valutazioni effettuate dal CTPV hanno portato a confermare che la metallizzazione (di qualunque tipo essa sia) rappresenta sulla base delle informazioni disponibili un fattore che ha un impatto negativo sul riciclo dell'imballaggio. Sebbene questi trattamenti specifici applicati agli imballaggi permettano di ottenere prestazioni tecniche migliori e migliorare l'appeal del prodotto per il consumatore finale, essi hanno un impatto negativo sulla qualità delle materie prime seconde che possono essere ottenute dal riciclo di imballaggi flessibili. Questo proprio nel momento in cui uno degli ostacoli ad un maggiore utilizzo di plastica riciclata lamentato anche dai produttori di imballaggi stessi è la scarsa qualità delle plastiche di riciclo disponibili sul mercato; di conseguenza gli imballaggi metallizzati per il 2020 sono confermati in fascia C.
Il Comitato segue con attenzione i lavori promossi in ambito europeo dall’Associazione dei Riciclatori Europei (PRE) che adottano un approccio simile a quello del CONAI, ossia considerano l’effettivo riciclo possibile con le tecnologie esistenti in funzione di flussi omogenei selezionati di rifiuti. Per quanto riguarda la metallizzazione, pur prendendo atto di quanto sostenuto da PRE, a livello di selezione al momento non esistono tecnologie industriali che permettano di discriminare un imballaggio metallizzato realizzato con una tecnologia non impattante (a condizione che vengano verificate le condizioni specificate nel documento PRE) da uno che non le rispetta e, dal momento che gli imballaggi metallizzati non sono graditi dai riciclatori nel materiale in alimentazione agli impianti, in fase di selezione verrebbero rimossi entrambi. Qualora in futuro dovessero essere sviluppate tecnologie di selezione che permettano di discriminare tra imballaggi metallizzati realizzati con soluzioni riciclabili e non, oppure qualora la conversione delle aziende a soluzioni di metallizzazione riciclabili dovesse essere totale, tale da far venire meno la necessità di rimuovere questo tipo di imballaggi a livello di selezione, si potrà rivedere la decisione.

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Cosa si intende per imballaggio nero?

L’imballaggio è da considerarsi nero quando la superficie interna e/o esterna sono di colore nero. Per le stampe con colore nero, va considerato nero l’intero imballaggio quando viene stampata almeno la metà o più della sua superficie. Non è considerato nero quando lo strato nero è frapposto tra due strati colorati diversamente.

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Come devo considerare ai fini dell’attribuzione delle fasce, un imballaggio formato da una “vaschetta con incollato al suo interno un PAD assorbente posizionato sul fondo”?

Nella verifica di effettiva riciclabilità, per le vaschette l’elemento “colla/adesivo” non è stato finora preso in considerazione come discriminante rispetto alle fasi di riciclo; pertanto la vaschetta e il PAD vanno valutati singolarmente, a prescindere dal fatto il PAD sia incollato o meno. In particolare:
- la vaschetta va assoggettata al contributo di Fascia B2 laddove rispecchi gli specifici requisiti previsti per gli imballaggi rigidi di tale Fascia, o, in assenza degli stessi, va assoggettata al contributo di Fascia C;
- il “PAD assorbente” va assoggettato al contributo di Fascia B2 laddove abbia le caratteristiche previste per gli imballaggi flessibili in tale Fascia, o, in assenza delle stesse, va assoggettata al contributo di Fascia C.
Si raccomanda comunque l’adozione di soluzioni che non prevedano l’utilizzo di colle per il posizionamento del PAD assorbente sul fondo della vaschetta.
La presenza di colle infatti pregiudica la qualità del riciclo e pertanto potrebbe essere oggetto di valutazioni future da parte del CTPV per la ridefinizione delle liste, precludendone l’accesso alle fasce agevolate.

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Quale livello contributivo applicare alle etichette coprenti e ai contenitori su cui sono apposte?

1. Le etichette coprenti sono di per sé un imballaggio e come tali sono assoggettate a contributo ambientale CONAI autonomamente, a prescindere dal contenitore su cui sono apposte.
Se “non incollate - in PE monopolimero, PP monopolimero o multistrato PE/PP, prive di cariche minerali, di colore diverso dal nero e non metallizzate/verniciate con metalli, dotate di perforazioni/ punzonature per facilitarne la rimozione e accompagnate da istruzioni che invitino il consumatore a procedere in tal senso”, sono da assoggettare a Fascia B2. Diversamente vanno assoggettate a Fascia C.

2. Per quanto riguarda invece i contenitori su cui sono apposte le etichette coprenti è necessario distinguere tra:

a. contenitori rigidi previsti in Fascia B1, per i quali è confermata la Fascia B1 solo se le etichette coprenti sono “dotate di perforazioni/punzonature per facilitarne la rimozione e accompagnate da istruzioni che invitino il consumatore a procedere in tal senso”. In caso contrario il contenitore è da assoggettare a fascia C.
Tale previsione deriva dal fatto che queste tipologie di contenitori confluiscono in una filiera di selezione e riciclo efficace e consolidata, per la quale sono previste specifiche tecniche stringenti e le eventuali etichette coprenti non rimosse ne pregiudicano l’efficacia;

b. contenitori rigidi previsti in Fascia B2, per i quali è confermata la fascia B2 a prescindere dalla presenza o meno di etichette coprenti non rimovibili.
Ciò deriva dal fatto che gli imballaggi di fascia B2 rientrano in una filiera di selezione e riciclo in fase di consolidamento.
Per facilitare le operazioni di selezione e riciclo, si invitano comunque le imprese a minimizzare l’utilizzo di etichette coprenti, verificando la loro compatibilità con i processi di selezione e riciclo esistenti.

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A chi rivolgersi per chiarimenti?

Per eventuali chiarimenti compilare il form on line del nostro sito all’area “Contattaci”, selezionando tra la lista degli argomenti la voce “Contributo Diversificato” oppure contattare il Numero Verde 800337799.

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Cosa si intende per sacchi industriali? (NUOVO AGGIORNAMENTO)

Per Sacchi per usi industriali si intendono le bobine di film (estrusione in piano o in bolla - tubolare) o i sacchi/sacchetti singoli (a valvola/bocca aperta) per il confezionamento di prodotti che risultino impiegati all’interno del ciclo produttivo delle aziende e quindi non destinati al circuito domestico.
I sacchi in plastica che contengono prodotti destinati prevalentemente al circuito industriale, impiegati ad esempio nei seguenti settori/categorie merceologiche:
 Petrolchimica (polimeri);
 Chimica (additivi, compound, masterbatch, ecc.);
 Edilizia (cemento, premiscelati, collanti in polvere, ecc.);
 Sabbia e Ghiaia;
 Mangimi animali (pesci, avicoli, ecc.);
 Fertilizzanti;
 Terriccio e concimi organici;
 Sementi;
 Alimentare (destrosio, sale),

rientrano in fascia A alla voce “Liners, sacchi per uso industriale, cappucci per copertura pallet/Big Bag, film per pallettizzazione, film termoretraibile per fardellaggio, pluribolle ed altri cuscini ad aria - in PE monopolimero non espanso e non metallizzato/verniciato con metalli”, se rispondenti a tali requisiti.
Per quanto riguarda invece, ad esempio, i sacchi impiegati per il contenimento di “pellet”, assume rilievo la circostanza che tali “prodotti finiti” siano destinati in prevalenza al circuito domestico, essendo impiegati per lo più per il riscaldamento delle abitazioni private (non risulterebbero infatti significativi impieghi di pellet in settori industriali). Pertanto, tali sacchi rientrano in fascia B2 se rispondenti pienamente ad una delle seguenti voci:
- “Imballaggi flessibili in PE monopolimero – non espansi, non metallizzati/verniciati con metalli, privi di cariche minerali e di colore diverso dal nero - diversi da quelli di Fascia A. Sono tollerate strutture espanse fino allo spessore di 2 mm e cariche minerali a condizione che la densità rimanga inferiore a 1 g/cm3 (grammi/centimetro cubico). (es. pellicole per indumenti, pellicole ad uso professionale, film protettivi, sacchetti IV gamma, ecc.).”;
- “Imballaggi flessibili in PP monopolimero o multistrato PE/PP – non espansi, non metallizzati/verniciati con metalli, privi di cariche minerali, di colore diverso dal nero e destinati al circuito Domestico. Sono tollerate strutture espanse fino allo spessore di 2 mm e cariche minerali a condizione che la densità rimanga inferiore a 1 g/cm3 (grammi/centimetro cubico).

In tutti gli altri casi, i sacchi per il confezionamento di pellet rientrano in fascia C, alla voce “imballaggi flessibili”.
A prescindere dal settore di impiego, i sacchi industriali accoppiati con altri materiali, in cui il materiale prevalente in termini di peso è la plastica, rientrano in fascia C alla voce “poliaccoppiati a prevalenza plastica”.
Se il produttore dei sacchi, fin dalla “prima cessione” degli imballaggi, dispone degli elementi necessari per classificarli in una fascia agevolata (ad esempio, in base al settore di impiego e alle caratteristiche del cliente e/o del prodotto da imballare, ecc.), lo stesso applicherà in fattura il corrispondente contributo ambientale; in tutti gli altri casi, applicherà il CAC di fascia C, salvo “autocertificazione” rilasciata dal cliente utilizzatore, mediante gli appositi moduli 6.25 e 6.26, disponibile su questo sito, nella sezione Download documenti/Modulistica.

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In che fascia contributiva rientrano gli erogatori meccanici con componenti in metallo? (NUOVO AGGIORNAMENTO)

Negli erogatori meccanici possono essere presenti una o più componenti metalliche (molla e/o pallina), che permettono al meccanismo di funzionare.
Secondo il principio di assimilazione fin qui adottato, ad oggi gli erogatori meccanici sono collocati in fascia B2, indipendentemente dalla presenza o meno di tali componenti in metallo. Infatti, nella maggior parte degli impianti di riciclo queste ultime possono essere rimosse e separate dalle componenti in plastica.
Tuttavia, nell’ottica del miglioramento della riciclabilità degli imballaggi, sarebbe preferibile sostituire le componenti metalliche con altre in materiale plastico compatibili con il processo di riciclo del polimero costituente il corpo del flacone sul quale è applicato l’erogatore (PET, HDPE o PP).

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Esiste una correlazione tra diversificazione contributiva e certificazioni di riciclabilità? (NUOVO AGGIORNAMENTO)

La diversificazione contributiva si basa sull’analisi tecnica delle tipologie di imballaggio (composizione polimerica, forma, compatibilità con i processi di selezione e riciclo, tecnologie di riciclo disponibili su scala industriale) e ha come criterio ultimo l’effettiva riciclabilità degli imballaggi.

Le certificazioni di riciclabilità invece riguardano singoli imballaggi di una specifica azienda.
Tali certificazioni, ed i risultati ottenuti, non sempre sono coerenti con le logiche della diversificazione contributiva. Ad esempio, alcune soluzioni tecniche, come quelle che prevedono la presenza di metalli o polimeri barriera in percentuale inferiore ad una certa soglia di tolleranza, possono essere compatibili con la fase di riciclo, ma non con quella di selezione. Infatti nel processo di selezione dei rifiuti di imballaggio non è possibile operare una separazione tra quelli che sono sopra a tale soglia (e quindi possono essere problematici per il riciclo) e quelli che sono al di sotto di detto limite.

Un ulteriore esempio è rappresentato da molte linee guida che vincolano una soluzione tecnica a condizione che non superi una certa quota di mercato, tale condizione risulta difficilmente monitorabile e verificabile sull’interno territorio nazionale.

Nonostante queste difficoltà il sistema consortile monitora costantemente le varie iniziative a livello europeo per la certificazione della riciclabilità degli imballaggi.

Al fine di promuovere le logiche di prevenzione e migliorare le performance di riciclo degli imballaggi sono disponibili le linee guida per la facilitazione delle attività di riciclo al seguente link: http://www.progettarericiclo.com/

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Quale è la finalità della diversificazione contributiva per gli imballaggi in carta?

Per la filiera della carta il progetto di diversificazione è stato orientato, a partire dall’applicazione relativa ai contenitori poliaccoppiati a prevalenza carta idonei al contenimento di liquidi a migliorare l’efficacia del processo di valorizzazione degli imballaggi a base cellulosica più complessi da riciclare, attraverso il consolidamento e lo sviluppo delle attività di raccolta e di selezione, per ottenere un flusso omogeneo di rifiuti da avviare ad una fase di riciclo dedicata.

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Come funziona la diversificazione contributiva?

Il progetto di diversificazione è orientato allo sviluppo della raccolta e alla remunerazione di attività e investimenti per le operazioni di selezione e riciclo, attraverso l’applicazione di un contributo aggiuntivo (Extra CAC), pari a 20 €/t dal 1° gennaio 2019, per gli imballaggi poliaccoppiati a prevalenza carta idonei al contenimento di liquidi (CPL).

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Da quando è entrata in vigore la diversificazione contributiva?

Il progetto di diversificazione contributiva per gli imballaggi in carta è stato avviato a gennaio 2019, con esclusivo riferimento agli imballaggi poliaccoppiati a prevalenza carta idonei al contenimento di liquidi (CPL).
Da ottobre 2020 è partita la fase sperimentale con una nuova modulistica dichiarativa per altri imballaggi poliaccoppiati a prevalenza carta, diversi dai CPL, al fine di individuare tipologie e quantità di imballaggi oggetto di diversificazione.
I nuovi valori di Extra CAC entreranno a regime non prima di ottobre 2021, saranno resi noti da Conai con almeno 6 mesi di anticipo e riguarderanno solo le categorie di poliaccoppiati con una componente carta inferiore all’80%.

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Quali tipologie di imballaggi in carta sono interessati dalla diversificazione contributiva?

- Da gennaio 2019, sono interessati esclusivamente gli imballaggi poliaccoppiati a prevalenza carta idonei al contenimento di liquidi (CPL).
Si tratta in particolare, di imballaggi primari a prevalenza carta, accoppiati con plastica ed eventualmente alluminio. In questa voce sono ricompresi, a titolo esemplificativo, i cosiddetti cartoni per bevande (latte, succhi di frutta, ecc..) e le stesse tipologie di confezioni per altri prodotti alimentari (sughi, passate, legumi, ecc.). Sono esclusi, invece, gli articoli di imballaggio per il catering (piatti, bicchieri, vaschette con relativi coperchi).
- Da fine 2021, verranno assoggettati alla diversificazione contributiva altri imballaggi poliaccoppiati a prevalenza carta, diversi dai CPL, suddivisi nelle seguenti categorie in base alla percentuale in peso della componente cellulosica presente:
 Poliaccoppiati di tipo C (componente carta >= 60% e < 80%);  Poliaccoppiati di tipo D (componente carta < 60%);  Poliaccoppiati con componente carta non esplicitata. Per gli imballaggi accoppiati sotto riportati non è previsto invece un contributo diversificato, pagheranno pertanto il CAC carta: • Poliaccoppiati di tipo A (componente carta >= 90% e < 95%) • Poliaccoppiati di tipo B (componente carta >= 80% e < 90%)

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Cosa si intende per “imballaggi poliaccoppiati a prevalenza carta”?

Per “imballaggi poliaccoppiati a prevalenza carta” (o accoppiati con altri materiali), si devono intendere gli imballaggi costituiti in modo strutturale da due o più materiali non separabili manualmente, in cui il materiale prevalente in termini di peso è la carta e il peso del materiale non cellulosico è comunque superiore al 5% del peso complessivo dell’imballaggio.
Più precisamente il DL 3 settembre 2020, n. 116, che ha recepito le nuove direttive europee, ha introdotto il termine imballaggio composito: un imballaggio costituito da due o più strati di materiali diversi che non possono essere separati manualmente e formano una singola unità, composto da un recipiente interno e da un involucro esterno, e che è riempito, immagazzinato, trasportato e svuotato in quanto tale.

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Cosa prevede la fase sperimentale?

Per la fase sperimentale (della durata di almeno 12 mesi, a partire da ottobre 2020) è stata aggiornata la modulistica dichiarativa (mod. 6.1 imballaggi vuoti in carta, mod. 6.2 import imballaggi pieni e mod. 6.10 compensazione import/export), a parità di contributi ambientali (vale a dire 55 €/t) ma con una netta distinzione delle tipologie di imballaggi che saranno oggetto di diversificazione.
Sono state dunque previste le seguenti nuove categorie di imballaggi poliaccoppiati a prevalenza carta diversi dai CPL, in base alla percentuale in peso della componente cellulosica presente:
• Poliaccoppiati di tipo A (componente carta >= 90% e < 95%) • Poliaccoppiati di tipo B (componente carta >= 80% e < 90%) • Poliaccoppiati di tipo C (componente carta >= 60% e < 80%) • Poliaccoppiati di tipo D (componente carta < 60%) • Poliaccoppiati con componente carta non esplicitata. Durante tale fase dunque le aziende (direttamente o tramite le associazioni di riferimento) potranno richiedere supporto a Conai, strutturarsi per la raccolta delle informazioni necessarie, adeguare i sistemi informativi e segnalare eventuali criticità.

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Quando entrerà a regime l’estensione della diversificazione contributiva riservata ad altri imballaggi poliaccoppiati a prevalenza carta?

La diversificazione entrerà a regime non prima di ottobre 2021. I nuovi valori di Extra CAC saranno resi noti da Conai con almeno 6 mesi di anticipo, riguarderanno solo i poliaccoppiati di tipo C e D e poliaccoppiati con componente carta non esplicitata e saranno sensibilmente maggiori rispetto al valore dell’Extra CAC previsto oggi per i CPL. Saranno assoggettati all’Extra CAC più elevato i poliaccoppiati di tipo D nonché quelli con percentuale di componente carta non esplicitata. Secondo le prime stime oggi possibili, i valori dell’Extra CAC per gli imballaggi poliaccoppiati di tipo C e D si stimano rispettivamente pari a 80-120 €/ton per i primi e 190-250 €/ton per i secondi. Allo stato, gli altri poliaccoppiati resteranno assoggettati a CAC ordinario, fermo restando l’Extra CAC di 20€/t per i CPL.

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Come devo effettuare il calcolo della percentuale della componente cellulosica (CA)?

Per il calcolo della percentuale della componente cellulosica presente nell’imballaggio poliaccoppiato a prevalenza carta, deve essere preso in considerazione il peso di tale componente rispetto al peso complessivo dell’imballaggio stesso (comprensivo anche di eventuali inchiostri per la stampa, adesivi, ecc.).Nel caso in cui un imballaggio poliaccoppiato a prevalenza carta sia costituito da più di due materiali, potrebbe verificarsi che la percentuale della componente carta sia inferiore al 50% del peso complessivo dell’imballaggio (ad esempio, imballaggio costituito da: 40% componente carta 40%, 30% componente plastica e 30% componente alluminio).

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Cosa devo fare se non conosco la percentuale della componente carta?

La modulistica dichiarativa predisposta per la fase sperimentale (da ottobre 2020 e fino almeno a ottobre 2021) prevede la specifica riga “Poliaccoppiati con componente carta non esplicitata” in cui potranno essere indicati i quantitativi di imballaggi poliaccoppiati per i quali la componente carta non è disponibile/nota al momento della compilazione della dichiarazione.
Con l’entrata a regime dei nuovi valori di Extra CAC (prevista non prima di ottobre 2021), i quantitativi di poliaccoppiati con componente carta non esplicitata verranno assimilati a quelli di tipo D con componente carta <60%, ossia quelli con l’Extra CAC più elevato.

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A chi rivolgersi per chiarimenti?

Per specifici quesiti tecnico/operativi o richieste di chiarimenti, anche ai fini dell’esatta classificazione dell’imballaggio rispetto alla fascia contributiva, è possibile contattare il Numero Verde 800337799 o compilare il form on line del sito internet CONAI all’area “Contattaci”, selezionando l’argomento “Contributo Diversificato CARTA”.

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Come variano i valori di contributo per i materiali di imballaggio e da quando?

Il Conai ha deliberato le variazioni del contributo ambientale per gli imballaggi in acciaio, plastica e vetro che avranno effetti dal 1° gennaio 2021.
• Imballaggi in acciaio: il Contributo ambientale passa da 3,00 a 18,00 €/t;
• Imballaggi in vetro: il Contributo ambientale passa da 31,00 a 37,00 €/t;
• Imballaggi in plastica: il Contributo ambientale passa da 436,00 a 560,00 €/t, per gli imballaggi di fascia B2 e da 546,00 a 660,00 €/t per quelli di fascia C. Resteranno invece invariati i valori del contributo ambientale per gli imballaggi in plastica di fascia A (150,00 €/t) e di fascia B1 (208,00 €/t).

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Quali sono le principali ragioni dell’aumento del contributo per gli imballaggi in acciaio nel 2021?

L’aumento da 3 €/t a 18 €/t è determinato essenzialmente da tre fattori:
• l’incremento dei corrispettivi per la raccolta differenziata legato al nuovo Allegato Tecnico dell’Accordo Quadro ANCI-CONAI, i cui valori si posizionano sostanzialmente in linea con le nuove Direttive Europee;
• l’incremento delle quantità di imballaggi in acciaio recuperate: nel primo quadrimestre del 2020 l’acciaio è stato il materiale di imballaggio che ha registrato la crescita più significativa – rispetto all’anno precedente – nei conferimenti al sistema CONAI; in particolare, +19,6% in marzo e +23,7% in aprile;
• il continuo calo da tre anni a questa parte del valore economico del rottame ferroso, che erode la principale fonte di ricavi del Consorzio dopo il CAC attraverso la vendita alle Acciaierie di rottame da imballaggio proveniente da raccolta differenziata.
Il tutto, senza poter far ricorso alle riserve patrimoniali, ridotte negli ultimi anni per effetto di una politica di contenimento richiesta dal Ministero a tutti i Consorzi di Filiera.
Il nuovo valore (18 €/t) torna simile a quelli del 2015, quando il CAC acciaio passò da 26 a 21 €/t e infine a 13 €/t.
Nonostante l’aumento, comunque, il contributo ambientale Conai acciaio si colloca al di sotto dei corrispondenti valori fissati dagli altri paesi Europei.

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Quali sono le ragioni dell’aumento contributivo per gli imballaggi in plastica nel 2021?

L’aumento del CAC dipende essenzialmente:
• da un aumento dei conferimenti di imballaggi in plastica del 5% nel corso del 2020, e al contempo una riduzione delle quantità assoggettate al contributo ambientale;
• dal crollo dei valori di vendita dei materiali a riciclo (dimezzati i ricavi delle aste, influenzati dalla minore richiesta di materiale);
• dall’aumento dei costi di valorizzazione delle frazioni non ancora riciclabili.
L’Europa impone un tasso di riciclo della plastica che nel 2025 dovrà raggiungere il 50%: è quindi sempre più necessario investire in ricerca e sviluppo e sostenere il riciclo meccanico, per favorire l’avvio a riciclo di alcune frazioni merceologiche che i riciclatori non avrebbero altrimenti interesse a recuperare.
Il tutto, senza poter far ricorso alle riserve patrimoniali, ridotte negli ultimi anni per effetto di una politica di contenimento richiesta dal Ministero a tutti i Consorzi di Filiera.
Pur con questi aumenti, i valori fissati per gli imballaggi in plastica risultano ancora tra i più bassi in Europa.

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Quali sono le ragioni dell’aumento contributivo per gli imballaggi in vetro nel 2021

L’aumento è determinato dall’entità dei nuovi corrispettivi da riconoscere ai Comuni per il servizio di raccolta differenziata previsti dall’Allegato Tecnico dell’Accordo Quadro ANCI-CONAI, i cui valori progressivi sono stati definiti, da qui al 2024, in linea con quanto richiesto dalle nuove Direttive Europee sui rifiuti d'imballaggio.
Senza questa necessità, il consorzio COREVE sarebbe prevedibilmente rimasto in equilibrio economico, grazie al lavoro e agli sforzi fatti negli ultimi due anni, senza ricorrere a questo incremento.
Nonostante l’aumento, comunque, il contributo ambientale Conai vetro si colloca al di sotto dei corrispondenti valori fissati dagli altri paesi Europei.

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Un preavviso delle variazioni del contributo di soli tre mesi comporta qualche problema organizzativo per le imprese che devono redigere il budget per l’anno successivo. Non sono previsti tempi minimi di preavviso?

Il Regolamento consortile prevede (art. 4, comma 3) che ogni variazione del contributo ambientale sia resa nota “normalmente” almeno sei mesi prima della sua applicazione. Tale termine non è dunque perentorio. In considerazione di fatti sopravvenuti anche per effetto dell’emergenza sanitaria da un lato e del recepimento delle direttive dall’altro, si è reso necessario pertanto intervenire appena possibile in modo da garantire appunto l’equilibrio economico dei Consorzi di Filiera più impattati dal 1° gennaio 2021.
Di tali aumenti Conai ha dato puntuale informativa ad aziende e associazioni nonché divulgato un apposito comunicato attraverso gli organi di stampa.

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Cambiano in qualche modo le liste degli imballaggi nelle fasce contributive per gli imballaggi in plastica dal 2021?

No, sono state confermate le liste delle fasce contributive vigenti nel 2020, si prevede però - entro giugno 2021 - una contestuale rivisitazione delle logiche fin qui adottate, legando dal 2022 i valori del CAC non solo alla riciclabilità e al circuito di destinazione degli imballaggi, ma anche ai reali costi di raccolta e riciclo.

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Cambiano anche le aliquote e i contributi forfetari delle procedure semplificate nel 2021?

Sì, gli aumenti dei valori di contributo per gli imballaggi in acciaio, plastica e vetro già deliberati avranno effetto anche sulle procedure forfettarie/semplificate sempre a decorrere dal 1° gennaio 2021. In particolare, le aliquote da applicare sul valore complessivo (in euro) delle importazioni di imballaggi pieni passeranno da 0,18% a 0,20% per i prodotti alimentari imballati e da 0,09% a 0,10% per i prodotti non alimentari imballati. Il contributo mediante il calcolo forfettario sul peso dei soli imballaggi delle merci importate (peso complessivo senza distinzione per materiale) passerà da 92€/t a 107 €/t. Per le altre procedure semplificate, i nuovi valori 2021 sono riportati nelle seguenti rispettive circolari disponibili sul sito nell'area "Download documenti/Circolari applicative" e saranno recepite nella nuova Guida Conai:
• Modulo 6.2 Import imballaggi pieni - Procedura semplificata mediante calcolo forfetario sul fatturato dell’anno precedente;
• Procedura forfetizzata di dichiarazione del Contributo ambientale Conai per le etichette in alluminio, carta e plastica - Modulo 6.14;
• Procedura semplificata di applicazione e dichiarazione del contributo ambientale Conai per cisternette multimateriale e fusti in plastica
• Procedura semplificata di applicazione e dichiarazione del contributo ambientale Conai per fusti in acciaio rigenerati.

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I criteri adottati fino al 2020 per la diversificazione del contributo ambientale continueranno ad essere applicati anche in futuro?

Contestualmente all’aumento del Contributo per gli imballaggi in plastica per l’anno 2021, è stato preso un impegno ad aggiornare - entro giugno 2021 - i criteri e le logiche di diversificazione adottate fino al 2020, in modo da legare i nuovi valori delle varie fasce contributive dal 2022 non solo alla effettiva riciclabilità degli imballaggi ed ai loro flussi (industriale o domestico), ma anche ai relativi costi sostenuti dal sistema consortile per la loro gestione a fine vita. Tutto ciò anche attraverso un confronto con quanto avviene in Europa.

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Non era possibile evitare gli aumenti del Contributo ambientale Conai vista l’introduzione della plastic tax prevista per il 2021?

Precisiamo innanzitutto che la plastic tax e il contributo ambientale Conai hanno una differente natura e non possono essere accomunati né nelle funzioni né nelle finalità. Il contributo, infatti, mira a garantire le risorse con le quali produttori e utilizzatori di imballaggi si fanno carico degli oneri della raccolta differenziata, del riciclaggio e del recupero dei rifiuti di imballaggio. Al contempo, il contributo è anche strumento che promuove l’immissione sul mercato di imballaggi più facilmente riciclabili e l’ottimizzazione dei processi di valorizzazione dei materiali.
Di tutt’altra natura è invece la plastic tax, che mira a far crescere il prezzo dei prodotti imballati con plastica, al fine di disincentivarne l’uso: un prelievo fiscale con lo scopo, da un lato, di promuovere una filiera produttiva plastic free e, dall’altro, di reperire risorse economiche per le casse dello Stato.
Pertanto, la nuova imposizione fiscale non può inglobare o sostituire il contributo proprio per la sostanziale differente natura e rispettiva finalità.

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È ipotizzabile che nei prossimi anni ci siano ulteriori aumenti del Contributo ambientale Conai?

I volumi di rifiuti di imballaggi da gestire mediante la raccolta differenziata, soprattutto nelle regioni del centro/sud Italia sono destinati ad aumentare. Infatti, in queste aree, nonostante l’intensa crescita della raccolta registrata negli ultimi anni, anche per una carenza di impiantistica non sono ancora state raggiunte le performances più elevate del Nord Italia. Questo avrà un impatto sull’aumento dei costi del sistema che si finanzia attraverso il contributo ambientale Conai, per cui ci attendiamo di dover discutere anche in futuro di nuovi aumenti.
Conai sta tuttavia valutando una serie di azioni volte ad incentivare la creazione di un’impiantistica avanzata per il trattamento dei rifiuti nelle aree del sud Italia in modo da contenere almeno i costi di selezione e riciclo.

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