La convenienza del riciclo motore verde per l’economia

20 maggio 2014
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I dati che emergono dal Rapporto di sostenibilità di Conai mettono in evidenza un settore virtuoso che, fronte di una spesa di 4,1 miliardi di euro, ha fatto registrare benefici per 15,2 miliardi. Con ricadute positive su ambiente e occupazione Riciclare conviene. A fronte di una spesa di 4,1 miliardi di euro si sono registrati benefici pari a 15,2 miliardi. A fronte di una situazione di settore pesante, con il record di infrazioni europee, si sono superati gli obiettivi di legge. A fronte di un costo crescente delle materie prime è stato possibile risparmiare quasi 30 milioni di barili di petrolio, salvare 300 milioni di alberi, evitare il consumo di 43 milioni di tonnellate di materiali ferrosi. Sono i dati che emergono dal Rapporto di sostenibilità di Conai. Il Green Economy Report, elaborato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, ha preso per la prima volta in considerazione l’assieme degli impatti economici e ambientali generati dall’azione del Consorzio nazionale imballaggi. Ed è risultato che l’incentivazione sistematica del riciclo ha avuto ricadute che vanno al di là dello stretto ambito di azione del consorzio, con un effetto più largo sul sistema Paese. Ecco in sintesi i principali vantaggi ottenuti. 100 discariche in meno. In 15 anni di attività del sistema di recupero, la quota di imballaggi gettati in discarica è passata da oltre due terzi a meno di un quarto; quella recuperata (8,6 milioni nel 2012) è salita dal 33% al 76,4%. Questo significa che è stata evitata la costruzione di almeno 100 discariche. Risparmio di energia e di emissioni inquinanti. Usare materia riciclata è molto meno dispendioso in termini energetici dell’impiego di materia vergine. In 15 anni sono stati evitati sia il consumo di 350 miliardi di kilowattora, un valore superiore alla domanda complessiva annuale di energia in Italia, che l’emissione in atmosfera di 125 milioni di tonnellate di anidride carbonica. 150 mila occupati. In Italia si contano 1.400 aziende del riciclo, con un fatturato di 9,5 miliardi di euro (il sistema consortile ha generato un indotto economico di 6,3 miliardi di euro). Gli addetti complessivi alla gestione dei rifiuti sono circa 150 mila e l’indotto del sistema di raccolta e riciclo degli imballaggi ha creato, al 2012, 16 mila nuovi posti di lavoro cui si aggiungono gli addetti (circa 21 mila) dell’industria del riciclo a valle delle attività dei consorzi. Inoltre c’è da registrare il raddoppio dell’occupazione nel settore della raccolta e riciclo dei rifiuti di imballaggio dal 2003 a oggi (il livello attuale è 37 mila posti di lavoro). Oltre i target europei. L’obiettivo previsto per il 2008 (55% di riciclo) è stato raggiunto da Conai nel 2005, mentre nel 2012 è stata raggiunta quota 67% immettendo nel ciclo produttivo 7,5 milioni di tonnellate di materie prime derivanti da rifiuti di imballaggi. Per il riciclo dei rifiuti di imballaggio le previsioni al 2015 stimano un tasso medio di crescita annua di circa 1,5%.   I benefici complessivi. Secondo la ricerca commissionata alla società Althesys, a fronte dei 4,1 miliardi di euro di contributi versati dalle aziende consorziate, il recupero degli imballaggi ha prodotto 15,2 miliardi di euro di benefici per il Paese (le principali voci sono: costi di smaltimento evitati per 5,3 miliardi; materie recuperate per 2,4 miliardi; costi di emissione non sostenuti per 1,5 miliardi; valore aggiunto nella filiera della raccolta e del recupero per 5,4 miliardi). Fonte: Repubblica.it