Italia primatista in Europa per packaging recuperato

26 Novembre 2018
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Sui conti pubblici tra Roma e Bruxelles tira aria di tempesta, ma c’è un campo dell’economia
in cui l’Italia può vantare le carte in regola. Nella gestione della raccolta e dell’avvio a riciclo dei rifiuti
di imballaggio, elemento chiave di quella “economia circolare” che la Commissione Ue ha posto nel gennaio scorso al centro di un nuovo ambizioso pacchetto di misure, il nostro paese si sta dimostrando
all’altezza della sfida. «Siamo uno degli Stati più virtuosi a livello europeo – spiega il presidente di Conai Giorgio Quagliuolo – Sono nostri i progressi più rilevanti: l’aumento ín peso di imballaggi avviati
a riciclo tra il 1998 e il 2016 registra un +148%, contro una media europea del 71%».
A confermare i numeri di questa eccellenza è stata la pubblicazione dell’edizione 2018 del Rapporto di Sostenibilità di Conai. I benefici economici, che nel corso dell’armo passato hanno sfiorato il miliardo di euro, e i vantaggi ambientali – rappresentati da minori consumi energetici, riduzione delle emissioni di CO2 e generazione di nuova materia prima – continuano a crescere, ponendoci in linea con le indicazioni comunitarie.
«Abbiamo già superato gli obiettivi che la direttiva europea pone al 2025, sia come raccolta complessiva che per ogni singolo materiale», aggiunge Quagliuolo. Fa eccezione la plastica, «che, per la sua complessità fa registrare un po’ di arretratezza» e nel 2017 risultava 6 punti indietro rispetto agli obiettivi, ma «abbiamo 8 anni e sicuramente questo gap si colmerà».
Nel 2017, ricostruisce il Rapporto, è stato avviato a riciclo il 67,5% dei rifiuti di imballaggio (in acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro) immessi al consumo per 8,8 milioni di tonnellate, valore in
crescita del 3,7% rispetto, al 2016.
Di queste 8,8 milioni di tonnellate, poco più di 4 sono state gestite da Conai e dai Consorzi di Filiera, con la restante parte gestita dagli operatori indipendenti. “Considerando anche la quota di imballaggi destinata a recupero energetico – si legge nel Rapporto – lo scorso anno 10,2 milioni di tonnellate di rifiuti di imballaggio sono state valorizzate. Ciò significa che 8 imballaggi su 10 sono oggi sottratti alla discarica e le materie prime re-immesse nel ciclo produttivo”. Tutto ciò “ha creato materie prime seconde, e quindi un indotto economico, posti di lavoro e crescita del Pil”.
Nel 2017, documenta ancora il Rapporto, i benefici economici diretti generati dalla flliera Conai-Consorzi di Filiera hanno raggiunto quota 970 milioni di euro, un valore raddoppiato rispetto al
2005. Sempre nel corso dell’anno passato Conai ha potuto inoltre erogare ai Comuni con cui ha stretto accordi per il ritiro dei rifiuti di imballaggio 500 milioni di euro di corrispettivi dovuti ai maggiori
oneri per lo svolgimento della raccolta differenziata. Una delle missioni dì Conal, sottolinea ancora
Quagliuolo, è infatti proprio «incentivare e migliorare la raccolta differenziata, e in Italia si sta facendo bene, malgrado si proceda a due velocità, con il Meridione che va più lento» .
Il Rapporto certifica poi che il valore economico della materia, prima prodotta da riciclo è stato
pari nel 2017 a 424 milioni di euro mentre quello dell’energia prodotta dalla valorizzazione energetica
dei rifiuti di imballaggio è stata di 32 milioni. L’indotto economico generato nel corso dell’anno è stato
pari invece a 514 milioni.
Per quanto riguarda, i benefici ambientali, nel 2017 è stato evitato il consumo di circa 3,8 milioni di
tonnellate di materia prima, quasi il 50% in più rispetto al 2005. In particolare è stata generata nuova
materia per: 240.000 tonnellate di acciaio, pari al peso di 625 treni Frecciarossa; 13.000 tonnellate di
alluminio, equivalenti a 1 miliardo di lattine; 870.000 tonnellate di carta a cartone, pari a 348 milioni
di risme di fogli A4; 848.000 tonnellate di legno, pari a 39 milioni di pallet; 400.000 tonnellate di plastica, equiparabili a 9 miliardi di flaconi Pet da i litro di detersivo; 1,4  milioni di tonnellate di vetro, equivalenti a 4 miliardi di bottiglie di vino. Nel corso dello stesso 2017 si è ottenuto poi un risparmio energetico pari a 19,4 terawattora.
Numeri che permettono a Quagliuolo di tirare un bilancio positivo. «L’avvio a riciclo dei rifiuti di
imballaggio in Italia è una realtà consolidata, in grado di generare un circuito virtuoso sia per la nostra economia sia per la tutela dell’ambiente. Questo è stato possibile anche e soprattutto grazie all’operato del Sistema Conai-Consorzi di Filiera che ha contribuito al raddoppio del valore economico
generato a beneficio del Sistema Paese dal 2005 ad oggi. L’impegno prioritario come Conai e Consorzi
di filiera -conclude Quagliuolo – al di là di numeri e di percentuali o di obiettivi temporali lontani, e quello di continuare a fornire il necessario supporto, in termini di risorse e know-how, affinché i Comuni in ritardo nell’avvio di sistemi di gestione integrata dei rifiuti urbani possano raggiungere livelli di eccellenza, quantitativi ma soprattutto qualitativi».

Fonte: Affari e Finanza (La Repubblica)