La sostenibilità fa bene a tutti, anche al business

2 novembre 2015
parlano-di-noi  |  economi circolare, occupazione;, rapporto sostenibilità, riciclo

Il riciclo dei rifiuti di imballaggio fa bene all’economia e crea nuovi posti di lavoro. Secondo il rapporto di sostenibilità del Conai, il consorzio costituito da oltre 1 milione di aziende produttrici e utilizzatrici dí imballaggi, l’attività ha garantito infatti nel 2014 benefici economici diretti per 891 milioni di euro considerando soltanto il sistema consortile (e non dunque la gestione dei rifiuti speciali gestita direttamente dai cosiddetti indipendenti, ovvero da distributori e produttori), tra valore della materia prima seconda generata, valore economico dell’energia prodotta dal recupero di rifiuti non riciclabili grazie alla termovalorizzazione e indotto garantito dalla filiera.

Per quanto riguarda quest’ultima voce, la filiera dà lavoro oggi a circa 18.000 persone, di cui il 59% nei servizi di raccolta differenziata e il 41% nelle attività di preparazione al riciclo. Se si amplia il perimetro a tutta l’industria del riciclo (considerando dunque non solo il sistema consortile), gli occupati salgono a circa 37.000 unità. Il sistema continua oltretutto a dimostrarsi sostenibile dal punto di vista economico, sottolinea il Conai, dal momento che i benefici sono superiori ai costi sostenuti (477 milioni di euro).

A livello aggregato, tenendo in considerazione sia il sistema consortile sia gli indipendenti, la quota di rifiuti di imballaggio avviata a riciclo è aumentata lo scorso anno e ha raggiunto il 77,7% dell’immesso al consumo per un totale di 9,2 milioni di tonnellate, un risultato che va oltre gli obiettivi previsti dal quadro normativo. Il riciclo e il recupero degli imballaggi in acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro ha evitato, secondo il Conai, il consumo di 3,3 milioni di tonnellate di materia prima, un dato in aumento del 10% rispetto al 2013. In particolare non sono stati prodotti, analizzando i singoli materiali, 1,2 miliardi di bottiglie in vetro da 0,75 litri, 300 milioni di risme di carta in formato A4, 30 milioni di palle! in legno, 8 miliardi di flaconi di detersivo in pet, 1 miliardo di lattine da 33 cl in alluminio e l’equivalente in peso di 665 Etr 1000 Frecciarossa per l’acciaio. L’attività di recupero dei materiali ha evitato inoltre la produzione di circa 18 terawattora di energia primaria. (…)

Fonte: Corriere Economia