Studio USA: industrie fast food e beni di consumo non riciclano abbastanza

26 febbraio 2015
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Secondo un recente studio realizzato da due gruppi ambientalisti, ben poche aziende del settore alimentare e dei beni di consumo hanno messo in atto pratiche valide per il riciclo degli imballaggi e la sostenibilità.

Lo studio svolto da Natural Resources Defense Council, con sede a New York, e As You Sow, di Oakland, ha preso in esame le procedure di 47 aziende del settore del fast food, delle bevande e di altri beni di consumo in materia di imballaggi.

È emerso, per esempio, che gli imballaggi di plastica sono la tipologia che cresce più rapidamente negli Stati Uniti, in gran parte per la diffusione di fast food e bibite, ma solo il 14% dei materiali viene riciclato. Ciò equivale a uno spreco complessivo di circa 11 miliardi di dollari di potenziali ricavi dal riciclo.

Nessuna delle 47 aziende prese in esame ha ottenuto pieni voti in quanto all’attuazione di best practice per il riciclo degli imballaggi.

Secondo gli autori dello studio, i grandi marchi dovrebbero assumere una posizione di leadership più forte per stimolare i tassi di riciclo negli Stati Uniti e migliorare la sostenibilità degli imballaggi. Solo due catene di esercizi di ristorazione offrono infrastrutture per il riciclo in tutte le proprie sedi negli Stati Uniti.

Alcune aziende produttrici di beni di consumo hanno meritato commenti positivi da parte degli autori dello studio per aver attuato iniziative volte a favorire il riciclo. In genere, però, le principali aziende del settore fast food e bevande non hanno investito a sufficienza per ridurre gli imballaggi, migliorarne la riciclabilità, aumentare l’utilizzo di materiali di riciclo nei propri imballaggi o impiegare contenitori compostabili.