Prevenzione rifiuti: 18 Stati membri UE in linea con la direttiva

26 febbraio 2015
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Alla fine del 2013, 18 stati membri dell’Unione europea avevano adottato programmi di prevenzione dei rifiuti come richiesto dalla Direttiva quadro sui rifiuti dell’Ue. Lo riferisce l’Agenzia europea dell’ambiente in un recente rapporto sulla prevenzione dei rifiuti in Europa, che riguarda i 28 paesi membri dell’Unione, con l’aggiunta di Islanda, Liechtenstein e Norvegia.

La prevenzione dei rifiuti è una delle massime priorità nell’ambito delle politiche dell’Unione europea per la gestione dei rifiuti, con potenziali vantaggi economici e ambientali. L’Agenzia europea dell’ambiente valuta regolarmente i programmi di prevenzione attuati in base alle direttive europee.

I programmi messi in atto dai vari paesi evidenziano consistenti differenze a livello di dettagli, portata, obiettivi e orizzonti temporali. Nella maggior parte dei casi è incluso l’obiettivo di “disaccoppiare” la generazione dei rifiuti dalla crescita economica, ma spesso mancano obiettivi ben quantificati e adeguati sistemi di monitoraggio. Il 60% dei programmi di prevenzione è incentrato su informazione e sensibilizzazione, mentre solo nel 17% sono citati strumenti normativi o di politica economica.

La prevenzione dei rifiuti è in cima alla gerarchia stabilita dall’Unione europea per quanto riguarda gli obiettivi della gestione dei rifiuti. Laddove la prevenzione non fosse possibile, i rifiuti devono essere riutilizzati, preparati per il riutilizzo, riciclati o termovalorizzati. L’ultima opzione è lo smaltimento in discarica. Secondo la tabella di marcia dell’Unione per un’Europa efficiente nell’uso delle risorse, entro il 2020 la generazione dei rifiuti dovrebbe essere ridotta al minimo.

I risultati dello studio dell’Agenzia europea dell’ambiente indicano che c’è ancora molto da migliorare nelle iniziative adottate dagli stati membri. In particolare, sono necessari ulteriori sforzi per quanto riguarda la definizione degli obiettivi, il monitoraggio e il finanziamento di misure di prevenzione.

Il rapporto è disponibile sul sito eea.europa.eu.