Il Regno Unito è contrario a nuovi obiettivi di riciclo imposti dall’economia circolare

4 agosto 2015
cpt-notizie  |  Rassegna Internazionale

Il Regno Unito è fortemente contrario al’idea che l’Europa introduca nuovi target per il riciclo, nonostante il chiaro avvertimento da parte della Commissione europea che si tratta di misure non negoziabili. La posizione inglese, secondo un’anticipazione del Guardian, sarebbe piuttosto quella di sostenere accordi volontari con l’industria e incentivi che incoraggino comportamenti migliori.

Ogni anno, nel Regno Unito vengono gettate via sette milioni di tonnellate di cibo e altri milioni di tonnellate di prodotti elettrici: solo per gli apparecchi televisivi, si parla di due milioni di unità, costituiti da 6% di metallo e il 50% di vetro, che possono essere riciclati.

Lo scorso dicembre, la Commissione ha proposto una revisione degli obiettivi al 2030, per renderli più efficaci e meno onerosi per le imprese. Il pacchetto originale metteva a scadenza la graduale eliminazione dei rifiuti in discarica e un taglio del 30% dei rifiuti alimentari entro il 2025. Entro il 2030, si prevedevano obiettivi di riciclaggio del 70% per i rifiuti urbani, 90% per la carta, 60% per la plastica, 80% per il legno e 90 % per metalli ferrosi, l’alluminio e il vetro.

Molti ambientalisti temono che questi obiettivi possano essere ridimensionati a Bruxelles. Ma il commissario europeo all’Ambiente, Karmenu Vella, ha ribadito al Guardian, nei giorni scorsi, che questi obiettivi verdi potenziati sono essenziali per la riuscita del pacchetto di economia circolare. “Non possiamo essere più ambiziosi e al tempo stesso abbassare i nostri obiettivi”, ha detto. “Dobbiamo mantenerli, dobbiamo essere più ambiziosi sulle previsioni, sull’ottemperanza da parte degli Stati membri, e abbiamo bisogno di identificare quelli che non stanno raggiungendo questi obiettivi”.

In effetti, oggi il Regno Unito è tra i Paesi più in ritardo. Secondo i dati diffusi dal Dipartimento per l’Ambiente, Alimentazione e Affari Rurali (Department for Environment, Food and Rural Affairs, Defra) lo scorso anno, in Inghilterra nel 2013 è stato riciclato il 44,2% dei rifiuti domestici, solo lo 0,1% in più rispetto all’anno precedente, anche se Galles e Scozia stanno facendo meglio. Le leggi dell’UE chiedono che tutti gli stati riciclino il 50% di tutti i rifiuti domestici entro il 2020. Se anche l’obiettivo di riutilizzo dei rifiuti del 70% per il 2030 non dovesse porre problemi significativi per un paese sviluppato come il Regno Unito, alcune aziende avvertono che già l’obiettivo del 2020 comincia ad apparire troppo arduo. In media, ogni cittadino britannico genera oggi 403 kg di rifiuti domestici all’anno.