Eurostat: RSU pro capite sotto i valori degli anni ‘90

17 aprile 2015
notizie  |  Europa, Rifiuti

La quantità di rifiuti solidi urbani pro capite generata nel 2013 nell’Unione europea ammontava a 481 kg. Rispetto al picco del 2002 (527 kg pro capite), si tratta di un calo dell’8,7%. Dal 2007 a oggi si è registrata una continua diminuzione della quantità di rifiuti solidi urbani generata nell’Ue e il valore pro capite è al di sotto delle cifre registrate a metà degli anni ’90. È quanto emerge dai dati diffusi di recente dall’Eurostat.

Sui 481 kg pro capite di rsu per abitante, 470 kg sono stati trattati con diverse modalità: il 31% è stato smaltito in discarica, il 28% riciclato, il 26% incenerito e il 15% compostato. Le percentuali di rsu che vengono riciclati o compostati all’interno dell’Ue sono andate costantemente aumentando, dal 18% nel 1995 al 43% nel 2013.

I dati si differenziano notevolmente da uno stato membro all’altro. I valori più bassi sono stati registrati in Romania, Estonia e Polonia, con meno di 300 kg pro capite. Slovacchia, Repubblica Ceca e Lettonia hanno fatto rilevare quote di poco superiori ai 300 kg pro capite. Il paese che ha generato la maggiore quantità di rifiuti è la Danimarca, con 747 kg per abitante, seguita da Lussemburgo, Cipro e Germania, con valori superiori a 600 kg per abitante. Irlanda, Austria, Malta, Francia, Paesi Bassi e Grecia hanno fatto registrare quote comprese tra 500 e 600 kg a testa. Va osservato comunque che queste differenze sono in parte dovute all’utilizzo di diversi metodi di misurazione della quantità di rifiuti solidi urbani generati.

Gli stati membri che hanno ottenuto i migliori risultati nel riciclo sono Slovenia, con il 55% dei rsu riciclati, Germania (47%), Belgio e Irlanda (34%) e Svezia (33%). Il compostaggio ha raggiunto il 35% in Austria, il 26% nei Paesi Bassi e il 21% in Belgio. I paesi che ricorrono in misura maggiore all’incenerimento sono Estonia (64% dei rsu), Danimarca (54%) e Svezia (50%). Lo smaltimento in discarica è predominante in Romania (97% dei rsu), Malta (88%), Croazia (85%), Lettonia (83%) e Grecia (81%).